Torre Annunziata. “Benvenuti all’inferno”, spiaggia della Salera una discarica

Torre Annunziata. “Benvenuti all’inferno”, spiaggia della Salera una discarica

Spiaggia della Salera una discarica

C’è scritto «area sottoposta a sequestro» ma si legge «benvenuti all’inferno». E’ qui che si muore ogni giorno. In silenzio. Perchè i rifiuti mietono più vittime nel tempo che in un agguato di camorra all’istante. Qui di morti freschi ne spuntano troppi ed ogni giorno. «Abbiamo certificati medici che attestano che qui siamo tutti malati, viviamo e respiriamo amianto e rifiuti ogni giorno ma nessuno ci credeva». Sono le urla disperate di Marco, Francesca, Anita, Teresa: sono alcuni dei nomi dei residenti che vivono sulla spiaggia della Salera. «Ora che hanno trovato l’amianto ci credono?». Seppellito sotto pochi centimetri di sabbia: è questa la scoperta che hanno fatto i carabinieri della stazione di Torre Annunziata, agli ordini del maresciallo Egidio Valcaccia. Un’operazione di controllo partita ieri mattina e conclusasi solo ieri sera. Una serie di segnalazioni che i militari avevano raccolto sino alla decisione di approfondire la vicenda. Cinque uomini in divisa sono piombati sulla Salera e hanno iniziato le verifiche del caso: sono bastati pochi minuti per rendersi conto che stavano camminando su di un cimitero di amianto. Lastre di amianto, blocchi e centinaia di materiale di risulta nocivo: tutto sotto i loro piedi. Ogni passo una condanna a morte. Gli occhi sgomenti dei militari fino alla decisione di procedere al sequestro dell’intera area e tutto sotto gli occhi dei cittadini che finalmente  hanno riconquistato la fiducia nello Stato come loro stesso spiegano:«Sono anni che denunciamo e da mesi vengono camion a sversare queste lastre di amianto ma nessuno ci credeva». Nessuno fino a ieri. Cinquemila metri quadrati di rifiuti di amianto seppelliti sotto la terra nera che da settimane nascondeva il tesoro maledetto a pochi metri dalle abitazioni,a  pochi metri anche dal poligono dei clan: quel muro dove i segni di esercitazioni delle nuove leve timbrano a furia di colpi gli scheletri delle mura. L’area è stata sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri che l’hanno affidata in custodia temporanea al Comune: la zona in questione è infatti di proprietà del demanio e proprio in quella zona da un mese sono iniziati anche i lavori della bretella. Possibile che nessuno abbia visto? Nessuno, visto che per ora la denuncia è scattata contro ignori. A bonificare la zona, come previsto per legge, dovrà ora essere si il comune ma con un provvedimento di chi ora ne è il responsabile giudiziario dell’area ovvero il dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe D’Alessio. Ma per il resto della muraglia di monnezza invece: chi provvederà? 


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