Assalti ai portavalori, maxi blitz in Sardegna: 23 arresti

Assalti ai portavalori, maxi blitz in Sardegna: 23 arresti

Assalti ai portavalori, blitz in Sardegna

Dalle prima ore dell’alba la Polizia ha dato corso ad una delle più vaste operazioni anticrimine condotte in Sardegna. Le Squadre Mobili di Cagliari e Nuoro, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia e con la collaborazione del Nucleo di Polizia Tributaria di Nuoro stanno eseguendo 23 fermi di indiziato di delitto emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari nei confronti di altrettanti appartenenti ad una associazione a delinquere operante da anni, specializzata negli assalti ai portavalori, con tecniche paramilitari, sia sull’isola che in tutto il territorio nazionale.

C’è anche un vicesindaco della provincia dell’Ogliastra tra le persone fermate questa mattina nell’ambito del blitz dalla Polizia con la collaborazione della Guardia di Finanza. Si tratta di Giovanni Olianas, vicesindaco di Villagrande Strisaili. Olianas, spiega all’Adnkronos il questore di Nuoro, Paolo Fassari, è ritenuto dagli investigatori “uno dei capi dell’organizzazione”.

“E’ un’operazione di grande importanza sotto il profilo investigativo, frutto di tre anni di indagini e di attività svolte dalla Squadra Mobile di Nuoro con la collaborazione della Guardia di Finanza in un territorio particolarmente difficile sotto il profilo del controllo. Il pregio di questo risultato è anche quello di aver ristabilito serenità tra i cittadini, perché le modalità degli assalti di questo gruppo criminale erano di vera e propria guerriglia”, sottolinea Fassari.

Durante gli assalti ai portavalori, spiega il questore, i componenti della banda “esplodevano in strada colpi di arma da fuoco e da guerra, con assalti cruenti, sparavano anche ad altezza d’uomo mentre scorreva il traffico veicolare, seminando il panico”.

Almeno una decina, tra rapine e tentate rapine, i colpi contestati alla banda, che aveva in cantiere a breve un nuovo assalto a un portavalori. Il gruppo criminale sgominato oggi “caratterizzato da un’efferatezza notevole”, secondo il questore costituisce “l’evoluzione che passa dal vecchio sequestratore di persone all’assaltatore di furgoni e blindati”.

I componenti dell’organizzazione criminale “si riunivano in ovili o in luoghi estremamente difficili da sorvegliare”, dice Fassari. “Per eludere le investigazioni parlavano tra loro solo in dialetto orgolese e ogliastrino e cambiavano telefoni di continuo, usavano una cautela fortissima – spiega – Ma nonostante questo, dopo tre anni di attività di indagine, abbiamo raggiunto un importante risultato”.

Nel blitz scattato questa mattina, che ha visto coinvolti circa 300 tra uomini e donne della Polizia, sono impegnati anche i reparti speciali, unità cinofile, elicotteri e pattuglie della Polizia Stradale.

La lunga indagine condotta dai poliziotti delle Squadre Mobili di Cagliari e Nuoro “ha consentito, per la prima volta, di fornire elementi alla Procura della Repubblica di Cagliari per contestare ed individuare l’esistenza di unaassociazione a delinquere di tipo paramilitare che progettava e realizzava efferati delitti. Il blitz -rilevano gli investigatori- è andato a colpire quelli che venivano considerati i sancta sanctorum del crimine sardo”. Colpita, in particolare, “la famiglia degli Olianas, che da anni si sono spartiti ed hanno gestito tutto il connesso malaffare, soprattutto nell’isola”.

Il lavoro svolto dagli uomini della Polizia ha permesso di seguire tutti i passaggi criminali posti in essere dall’organizzazione: dalla progettazione, ai sopralluoghi, al furto delle autovetture, al reperimento delle armi da guerra per realizzare gli assalti, alle riunioni svolte all’interno di ovili. Grazie al lavoro investigativo è stato possibile, tra l’altro, contestare il clamoroso assalto avvenuto nel 2013 al caveau di Nuoro per un bottino di oltre 6 milioni di euro.

Nell’operazione conclusa questa mattina dalla Polizia, è stato inferto un colpo letale ad una delle più importanti organizzazioni criminali operanti in Sardegna. E’ stato ricostruito il modus operandi di quasi un decennio: il gruppo aveva progettato e realizzato assalti a furgoni portavalori ed a caveau di istituti di vigilanza sia in Sardegna che in tutto il territorio nazionale.

L’organizzazione “era dedita a molte altre attività criminali (favoreggiamento a latitanti, traffico di droga, riciclaggio di denaro sporco) che andavano a creare -viene rilevato- l’illecito patrimonio di ciascun appartenente”.


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