Suora abusata da un prete a 14 anni: “Mi ha aperto le gambe e mi ha detto: Sei fatta bene”

Suora abusata da un prete a 14 anni: “Mi ha aperto le gambe e mi ha detto: Sei fatta bene”

Una suora a 14 anni abusata da un prete

Aveva appena 14 anni, quando fu molestata sessualmente in oratorio dal prete di cui si fidava. Oggi lei è diventata una suora, ha 40 anni e si racconta in un libro che fa tremare la Chiesa. “Giulia e il Lupo, il libro confessione in cui racconta i dettagli più intimi di una storia inquietante che l’ha segnata.  “Le carezze, poi i baci. Mi ha fatto sdraiare sul suo grande letto – ricorda la religiosa -. Io mi ci perdevo, ero magrissima ed esile. Lui aveva modi gentili e paterni. Mi ha invitato a slacciarmi i pantaloni e poi mi ha aiutato a sfilarli, ha fatto lo stesso con le mutandine. Io mi vergognavo, ero tesa e non sapevo come comportarmi. Mi ha aperto le gambe lentamente e mi ha detto: Sei fatta bene“. Il prete oggi è morto, la bambina abusata per 7 anni è cresciuta ma le ferite dell’anima restano. Anche per questo ha deciso di rivelare per la prima volta il suo dramma: “Ogni volta le carezze aumentavano e le sue grandi mani raggiungevano i miei piccoli seni – si legge nei primi capitoli -. Un pomeriggio, dopo le prime carezze, mi ha detto che voleva vedermi tutta perché ero bella. Ha iniziato a spogliarmi, un minuto dopo ero completamente nuda, mentre il Lupo mi divorava con gli occhi e non smetteva di accarezzarmi e di baciarmi ovunque. Aveva ottenuto quello che voleva, mentre io ero inerme”. “Era la mia guida spirituale. Dovevo fidarmi. Mi aveva chiesto di più, avevo concesso di più. Di fronte a ogni sua richiesta non sapevo dire di no. Subito dopo, mi pentivo. Il Lupo no. Mi trovavo bloccata da quella confusione mortale. Percepivo che qualcosa di me era come morto, perché riusciva a fare di me e con me tutto quello che voleva”. Tutto il resto è dolore, vergogna, senso di colpa e omertà fino alla decisione di uscire allo scoperto. Quando, cresciuta, ha incontrato nuovamente il suo carnefice, il confronto è stato drammatico. “Mi ha detto: Io non ho mai dimenticato. Spero che tu mi abbia perdonato. Ho risposto d’impulso: Certo, tanti anni fa. E lui: Questo per me è un grande sollievo“.


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