Donna muore dopo intervento ai calcoli: indagati 28 sanitari tra Clinica Maria Rosaria di Pompei e ospedali di Torre del Greco e Nocera

Donna muore dopo intervento ai calcoli: indagati 28 sanitari tra Clinica Maria Rosaria di Pompei e ospedali di Torre del Greco e Nocera

Muore dopo i calcoli: 28 medici indagati

Ventotto medici sono sotto inchiesta con l’accusa contestata di colpa medica per la morte di Immacolata Saccone, 73enne originaria di Torre del Greco, deceduta all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore dopo un primo intervento in clinica alla clinica “Maria Rosaria” di Pompei e un passaggio in due fasi all’ospedale “Maresca” di Torre del Greco. La signora è deceduta per motivi ufficialmente non noti ai familiari, che hanno denunciato il caso di presunta malasanità alla procura di Nocera Inferiore, con l’indagine seguita dal sostituto procuratore Daria Mafalda Cioncada. In origine, la donna aveva avuto problemi addominali, con l’operazione eseguita per asportare un calcolo a Pompei, nel novembre 2015, con successive complicazioni culminate nel decesso arrivato il nove marzo scorso e l’autopsia svolta soltanto ieri, per ricostruire il complesso iter clinico e individuare tutte le figure intervenute nelle tre strutture ospedaliere. Dopo la morte i familiari della donna, sposata con sei figli, hanno puntato il dito contro i medici nocerini, spiegando nella denuncia formulata delle cure insufficienti e superficiali, raccontando l’odissea attraversata dalla malcapitata congiunta. Dopo l’intervento a novembre, la 72enne venne dimessa in pochi giorni, con una febbre accompagnata da dolori addominali a gennaio 2016, una settimana di ricovero al “Maresca” di Torre del Grecoe le successive dimissioni per evidenti miglioramenti. Poco dopo, di nuovo lo stesso problema e gli stessi sintomi la riportano all’ospedale di Torre del Greco, dove si decide una risonanza, effettuata alla struttura di Pompei, e il successivo, ultimo trasferimento a Nocera Inferiore. In questo frangente, come spiegano i familiari, arrivano le cure incriminate, ora sottoposte al vaglio degli inquirenti insieme alle precedenti. I familiari non avrebbero ricevuto in questo caso alcuna informazione, con tre cambi di reparto tra radiologia, chirurgia e medicina, non documentati, tra richieste e solleciti di intervento, domande a vuoto e infine l’aggravamento, culminato nel decesso dopo un inutile, conclusivo trasferimento in terapia intensiva. L’ultima goccia per i familiari è arrivata con la notizia della morte, appresa quando la donna era già in obitorio: i legali della famiglia, Giuseppe Grieco e Matteo Perchinunno, riferiscono del corpo già coperto dal lenzuolo, mostrato così ai familiari. All’esame della procura nocerina ci sono sei diverse cartelle cliniche sequestrate, con le notifiche ai medici intervenuti, ultimate solo due giorni fa, dell’avviso di accertamento tecnico irripetibile, necessario per verificare le cause del decesso ed eventuali responsabilita’ dei sanitari delle varie strutture. Procedura “garantita” ed obbligatoria che prevede avviso a tutti gli interessati, con possibilta’ di nomina di consulenti di parte. Cio’ avendo allungando i tempi dalla denuncia all’esame autoptico, svolto dal medico legale Giovanni Zotti, allo stato concluso con esito non dirimente: di fatto, servono altri esami, tra i quali l’accertamento istologico, atteso entro sessanta giorni prima di ulteriori sviluppi.


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