Bomba in un bar di Scafati, non si esclude la pista della droga

Bomba in un bar di Scafati, non si esclude la pista della droga

Ipotesi droga

Una bomba legata a un regolamento di conti, probabilmente per questioni legato allo spaccio di droga a Scafati. Gli inquirenti non escludono nessuna pista, ma sul raid al bar “My Love” di via Pasquale Vitiello l’attività investigativa dei carabinieri della locale tenenza appare già a buon punto. I militari, agli ordini del tenente Saverio Cappelluti e del capitano Michele Avagnale, ieri notte, subito dopo l’esplosione nel cuore del quartiere Mariconda, hanno ascoltato la titolare dell’attività commerciale, la 33enne Teresa Cannavacciuolo. Un interrogatorio durato quasi due ore, dove la donna, già nota alle forze dell’ordine, ha spiegato anche le sue vicende familiari. Questo, infatti, lascerebbe propendere gli inquirenti che il raid di ieri non sarebbe legato al racket. La Cannavacciuolo, residente a Mariconda, è nota per essere stata tra il gruppo di spacciatori dell’area delle palazzine finiti alla sbarra per il blitz “Revival” del 2011. Insieme a Pasqualina Malafronte era una delle donne della gang, finita nella rete della giustizia per numerosi episodi commessi a Scafati tra il mese di ottobre del 2009 e maggio del 2010. Una figura di spicco a Mariconda, che in passato era diventato punto di riferimento, per tutto l’Agro e l’area Vesuviana, per chi voleva acquistare marijuana, hashish, ketamina e cocaina. I suoi ultimi problemi con la giustizia esattamente a un anno fa, quando il 31 marzo scorso fu beccata in casa con 10 grammi di cocaina già divise in dose e con il materiale per il confezionamento. Episodi che hanno indotto i militari a scavare nel passato recente della Cannavacciuolo, che con l’apertura del “My Love” pare avesse cambiato totalmente vita. 

Un’attività commerciale inaugurata un mese fa, con la 33enne che ne aveva rilevato la gestione del proprietario del locale. Ieri chi ha piazzato quell’ordigno artigianale sapeva come agire. Pochi minuti dopo l’una la deflagrazione ha completamente sventrato il bar, danneggiando anche altri locali, abitazioni adiacenti e le auto in zona. La pista della droga dunque non viene per niente ritenuta secondaria dai carabinieri, che anzi pensano il contrario.

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