Antimafia a Scafati, la verità di Aliberti in consiglio comunale

Antimafia a Scafati, la verità di Aliberti in consiglio comunale

Aliberti parla

SCAFATI Quattordici righe per aprire la stagione del dialogo. Una nota per calmare i toni, nel momento forse più complicato che si trova a gestire da quando è sindaco di Scafati. Non è soltanto una lettera formale come tante altre quella che, ieri mattina, Pasquale Aliberti ha scritto all’amico-nemico Pasquale Coppola. è un’apertura storica sul delicato tema dell’inchiesta Antimafia, quella che dallo scorso 18 settembre ha caratterizzato gli ultimi sei mesi del secondo mandato alibertiano. Parole che sanno di libertà, dopo le accuse e veleni dei giorni scorsi con l’opposizione, prima e dopo dell’avvento della Commissione d’Accesso nella città dell’Agro nocerino sarnese. «Alla luce delle dichiarazioni che apprendo dalle notizie di stampa, in cui diversi consiglieri comunali di opposizione sollecitano un mio chiarimento sui recenti accadimenti, le indagini della Dia e l’arrivo della Commissione d’Accesso, e chiedono in modo insistente le mie dimissioni da sindaco, le comunico, in vista del prossimo consiglio comunale, la mia piena disponibilità a trattare questo argomento se lo stesso dovesse essere posto all’ordine del giorno per richiesta espressa delle opposizioni», ha esordito. Dichiarazioni che sicuramente hanno spiazzato i suoi più acerrimi rivali politici, Marco Cucurachi del Partito democratico e Mario Santocchio di Fratelli d’Italia, che da settimane ormai stanno monopolizzando il dibattito politico chiedendo «un atto di responsabilità al primo cittadino, spiegando alla comunità cosa sta accadendo all’interno di Palazzo Mayer».

 

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