Panama Papers: polizia svizzera perquisisce sede Uefa

Panama Papers: polizia svizzera perquisisce sede Uefa

Panama Papers: polizia svizzera perquisisce sede Uefa

Anche la Procura di Roma, dopo quelle di Torino e Milano, intende muoversi sulla vicenda Panama Papers. I pm di piazzale Clodio stanno seguendo l’evolversi del caso che coinvolgerebbe anche cittadini italiani e in queste ore si sta valutando la possibilità di aprire un fascicolo di indagine. A breve potrebbero essere avviati accertamenti con l’affidamento di una delega alla Guardia di Finanza. La polizia svizzera ha appena perquisito la sede della Uefa a Nyon. Lo apprende l’Ansa in ambienti della confederazione europea del calcio. Sarebbero stati prelevati documenti riguardanti un contratto sui diritti televisivi, per la trasmissione della Champions League, stipulato con un’agenzia di marketing off-shore implicata nello scandalo di corruzione della Fifa. L’Uefa, in una dichiarazione all’Ansa, ”conferma la visita degli investigatori svizzeri in merito alla vicenda relativa ai contratti conclusi con le società relativi ai diritti tv”. Dalla Confederazione europea fanno sapere di essere ”totalmente a disposizione per ulteriori chiarimenti”

La Francia chiederà all’Ocse di seguire il suo esempio e reinserire Panama nella lista dei “Paesi non cooperativi” in materia di trasparenza fiscale. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze, Michel Sapin, ai microfoni di Europe 1. Anche l’ex ministro dell’Economia ed ex direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, è coinvolto nei traffici di denaro a società offshore rivelati nei Panama Papers, secondo il quotidiano francese Le Monde. Il fondo d’investimento lussemburghese Leyne, Strauss-Kahn & Parners (LSK), creato dal socio di DSK Thierry Leyne, avrebbe aiutato dei clienti ad aprire società offshore nei paradisi fiscali. In particolare, avrebbe aperto e domiciliato 31 società offshore attraverso una filiale denominata Assya Asset Management Luxembourg (AAML). Le società servivano ad aprire conti in banche domiciliate in Svizzera, in Lussemburgo o a Hong Kong. Ne traevano vantaggio “ricchi privati francesi, produttori audiovisivi asiatici e un importante gruppo di ristrutturazioni parigino che si sviluppa in Asia”, secondo Le Monde.


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