Salvato a 10 anni, rischia di morire con un pezzo dell’apparecchio dei denti

Salvato a 10 anni, rischia di morire con un pezzo dell’apparecchio dei denti

Salvato a 10 anni, rischia di morire con un pezzo dell'apparecchio dei denti

Rischia di soffocare a 10 anni con un pezzo dell’apparecchio dei denti, ma l’intervento di due uomini gli salva la vita. Alpiccoloè andata bene perché sulla sua strada ha incontrato un giovane militare dell’Esercito (Reggimento genio ferrovieri), Emanuele Pezzuto, di Cellino San Marco, il primo a intervenire con la manovra di Heimlich, una tecnica per disostruire le vie aeree, e Tonio Sisinni, di Trepuzzi, ufficiale commissario del corpo militare della Cri presso l’ispettorato di Roma e volontario per il comitato provinciale di Lecce.

Gli interventi sono stati tempestivi ed efficaci. La pelle del ragazzino, infatti, a un certo punto era diventata cianotica per la riduzione dell’ossigeno. Stava rischiando di soffocare davanti a mamma e papà.

La vicenda risale alla sera di domenica ed è avvenuta intorno alle 19 nei pressi di una nota gelateria del rione Salesiani di Lecce. E sembra che tutto sia iniziato quando s’è staccato un pezzo dall’apparecchio per i denti, mentre mangiava una crêpe. L’ufficiale della Croce rossa era in coda per un gelato. E’ stata la sua compagna ad attirare la sua attenzione, indicandogli quanto stava accadendo all’esterno.

Sisinni non ci ha pensato un attimo. S’è catapultato verso l’esterno, dove già Pezzuto stava tentando la manovra sotto gli occhi impietriti dei genitori, e s’è subito proposto d’intervenire, invitando il bambino a tossire. Nel frattempo era stato chiamato il 118.

Negli istanti successivi, però, la pelle ha assunto una preoccupante colorazione bluastra. E il bimbo ha piegato testa e busto verso il basso. L’ufficiale della Cri s’è chinato per capire se vi fosse un corpo estraneo visibile e quando il suo piccolo e improvvisato paziente ha aperto la bocca, ha notato che la lingua era contratta all’indietro. Così, l’ha estratta piegando il dito a uncino.

Il bimbo ha avuto un conato e ha rimesso. Un segnale più che positivo: è tornato lo stimolo a respirare. In quei frangenti (tutto è avvenuto in pochi istanti), sono arrivate sul posto nel frattempo ben due ambulanze del 118. I sanitari hanno esaminato il bambino, portandolo subito dopo in ospedale, al “Vito Fazzi”, per altri controlli.

Per fortuna, la situazione è rientrata. Il ragazzino sta bene e non ha subito ulteriori conseguenze. E’ una di quelle storie che suggeriscono quanto sia importante frequentare i corsi per la disostruzione delle vie aeree. La conoscenza delle manovre giuste può fare in un attimo la differenza fra la vita e la morte. I due che sono intervenuti, proprio perché militari, spesso seguono corsi simili. Il loro invito è che tutti, anche civili, seguando quest’esempio. Non si può avere sempre la fortuna d’imbattersi in qualcuno con esperienza. 

(fonte: lecceprima)


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