Patenti vendute per 4mila euro, 20 arresti e 135 indagati tra Campania e Lazio

Patenti vendute per 4mila euro, 20 arresti e 135 indagati tra Campania e Lazio

Patenti vendute per 4mila euro, 20 arresti e 135 indagati tra Campania e Lazio

Un blitz della Polizia di Frosinone, in collaborazione con quella di Roma, Napoli, Caserta e L’Aquila, ha portato alla luce un giro dicompravendita di patenti di guida . Sono 20 gli arrestati, imputati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, falso in atto pubblico, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informatico pubblico, frode informatica ai danni dello Stato. L’indagine ha portato ad indagare complessivamente ben 135 persone ritenute responsabili a vario titolo degli reati. L’associazione a delinquere aveva lo scopo quello di far conseguire, revisionare o rinnovare il titolo di guida a persone disposte a pagare, come prezzo della corruzione, cifre che si aggiravano intorno ai 4000 euro. Tra gli arrestati anche un ingegnere della Motorizzazione Civile di Frosinone che, all’epoca dei fatti, ricopriva l’incarico di Direttore dell’Ufficio. 

I poliziotti della Squadra Mobile di Frosinone hanno sequestrato 90 patenti di guida di varie categorie, ottenute da altrettanti indagati che hanno sfruttato il sistema illecito messo in atto dall’organizzazione criminale. I clienti erano per lo più stranieri (egiziani, pachistani, marocchini e cinesi), spesso non in grado di comprendere nemmeno la lingua italiana, né tantomeno il codice stradale e la connessa segnaletica. Persone che, alla guida di un veicolo, costituiscono un grave pericolo per la sicurezza dei trasporti.

L’indagine è iniziata il 21 ottobre del 2014, a seguito di un intervento del personale della Sezione Volanti, chiamato presso gli Uffici della Motorizzazione di Frosinone, per una segnalazione di sostituzione di persona durante una sessione dell’esame teorico per la patente B. La titolare dell’agenzia di scuola guida coinvolta (che aveva organizzato la sostituzione di persona per un suo candidato incapace di prepararsi adeguatamente per l’esame di teoria), condotta presso gli uffici della Questura, si è decisa a collaborare rilasciando “spontanee dichiarazioni sul sistema corruttivo in atto all’interno della Motorizzazione”, spiegano gli investigatori.

La donna ha rivelato “che i vertici dell’ufficio della Motorizzazione (dal direttore agli esaminatori), erano organici a un sistema criminale in atto da diverso tempo, teso a far superare fraudolentemente i vari esami teorici (dalla teoria ”B” alla revisione di patenti) a soggetti disposti a pagare diverse migliaia di euro perché non altrimenti in grado di prepararsi alla prova”.

Il fulcro dell’organizzazione “veniva indicato in F. D., gestore di tre autoscuole ” tra Cassino e Roccasecca “il quale -rilevano gli investigatori – grazie ai lauti compensi corruttivi, teneva in pugno tanto l’ingegnere facente funzioni di direttore della motorizzazione, S.R., quanto i vari esaminatori che, nel corso delle sessioni, consentivano a F.D. di far accedere agli esami delle persone che sostituivano altrettanti candidati. Questi soggetti, a detta della donna, avevano il compito di compilare correttamente la scheda del candidato fraudolentemente sostituito”.

Sulla scorta di queste dichiarazioni sono state “attivate le utenze telefoniche in uso a F.D. e al suo braccio destro C.M., formalmente dipendente di una delle autoscuole di F.D., nonché quelle in uso all’ingegnere facente funzioni di direttore della Motorizzazione e agli ingegneri/esaminatori che risultavano organici a tale sistema ed identificati per D.F., S.T. (donna), S.C. (donna) ed L.A”. Le intercettazioni telefoniche hanno fornito “importanti indizi che confermavano l’esistenza del sistema di brogli ma, data l’inevitabile accortezza degli indagati, non si captavano quegli elementi decisivi per circostanziare i fatti e provare in modo incontrovertibile la corruzione in atto”. La svolta investigativa si è avuta “con l’ambientale nell’auto in uso a F.D. (con la quale lo stesso era solito portare i vari complici e alcuni candidati in occasione delle sessioni d’esame) ma, soprattutto, con l’installazione dei sistemi di riprese audio/video nell’ufficio dell’ingegnere facente funzioni di direttore della Motorizzazione e delle riprese video nelle sale d’esami”. “La telecamera dentro l’ufficio del ‘direttore’ -viene rilevato- consentiva di riprendere in modo inequivocabile i diversi passaggi di bustarelle, che F.D: consegnava al ‘direttore’ S.C. in occasione degli esami fraudolenti”.


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