Il mistero del quadro di Caravaggio ritrovato in una soffitta francese: ecco il legame con Napoli

Il mistero del quadro di Caravaggio ritrovato in una soffitta francese: ecco il legame con Napoli

Il mistero del quadro di Caravaggio ritrovato in una soffitta francese: ecco il legame con Napoli

La storia è così bella che pare inventata. Ma se invece fosse tutto vero? Una versione del celebre dipinto di ‘Giuditta e Oloferne’ simile a quello conservato alla Galleria d”Arte Antica di Roma (Palazzo Barberini) è stato ritrovato nel solaio di una vecchia casa di Tolosa, nel sud della Francia.Caravaggio dipinse due versioni della “Giuditta e Oloferne”, una è quella di Roma, l’altra dipinta a Napoli e scomparsa nel XVII secolo. L’attribuzione sarebbe confermata da una copia dell’epoca realizzata da Louis Finson che si trova nella collezione del Banco di Napoli ed esposta a Palazzo Zevallos a Napoli. Quest’opera recentemente scoperta in Francia potrebbe essere proprio quella? «Un’opera di un grande valore artistico, potrebbe essere identificata come una composizione scomparsa di Caravaggio» si legge nel decreto pubblicato dal governo in gazzetta ufficiale. 
Per alcuni esperti si tratta della mano di Caravaggio e ora Parigi vuole crederci. A cominciare dal ministero della Cultura che ha decretato il divieto di uscita di quella tela di 144 x 173,5 centimetri dal territorio e l’ha decretata ‘Tesoro nazionale’. “Quest’opera recentemente scoperta è di un grande valore artistico, potrebbe essere identificata come una composizione scomparsa di Caravaggio”, si legge nel decreto pubblicato dal governo in gazzetta ufficiale. Dimenticato per almeno 150 anni nella sottotetto di una vecchia casa, l’opera – di cui LeFigaro.fr anticipa una foto – “è in uno stato di conservazione eccezionale”, spiega il gabinetto di expertise Eric Turquin,precisando che il dipinto è stato ritrovato dopo una fuga d’acqua dalla soffitta. Sempre secondo Turquin, il quadro ha raggiunto una collezione privata di Tolosa a metà del XIX/o secolo.
    “I proprietari sono dei discendenti di un ufficiale dell’esercito napoleonico. E’ forse con lui che questo quadro è arrivato tra i beni di famiglia. Nell’aprile del 2014 queste persone notano una fuga d’acqua a casa loro. Forzano la porta in un angolo e scoprono il dipinto. Era dimenticato lì da anni”. Valore stimato: 120 milioni di euro. Gli esperti del Centro di ricerche e restauri dei Musei di Francia hanno ora trenta mesi per capire se si tratta davvero di un’opera originale di Michelangelo Merisi o di un suo comunque bravissimo seguace.
   


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