Esordio da scrittrice per la poetessa salernitana Ivana Leone

Esordio da scrittrice per la poetessa salernitana Ivana Leone

Il libro della Leone

“Andare oltre la mente umana per rintracciare solchi di acuta sensibilità”  è lo scopo che si prefigge “Anima e Follia”, opera d’esordio della poetessa-sognatrice Ivana Leone, presentata ieri pomeriggio presso il Palazzo Comunale di Roccadaspide.  La raccolta, pubblicata dalla casa editrice Argo Libri di Agropoli, è stata introdotta dagli interventi di Matteo Lanzetta, docente  di latino e greco presso il liceo classico “Kennedy” e Giuseppe Longo, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno.  Matteo Lanzetta ha commentato: “La follia  è saper vivere in questa realtà; diventa un’ arma per sopravvivere. È questo ciò che fa Ivana interrogandosi sempre e portando avanti i suoi sogni. Leggere le sue poesie trasmette una sensazione di serenità e speranza”. “In questo libro”, ha aggiunto Giuseppe Longo, “ci sono forti echi di Alda Merini. Come lei l’autrice ha saputo denudare la sua anima”. Nel corso della presentazione sono stati letti alcuni componimenti in versi estratti dalla raccolta, con commento dell’autrice. Quest’ultima ha dichiarato:  “In una società che purtroppo si ferma in superficie e non scava nell’anima delle persone, perdersi e andare oltre la linea d’orizzonte è fondamentale per evitare di cadere nella sterilità mentale. La poesia che meglio mi rappresenta è, infatti, Perdersi, un invito a immergersi nei pensieri folli e profondi della propria mente”. La scrittura ha per lei un effetto catartico: “La mia anima ogni volta che scrivo si libera e trova sfogo in un’altra dimensione.  In quel preciso momento tutto ciò che si trova oltre il foglio e la penna diventa un unico connubio con la mia forma mentis. Da docente di letteratura italiana penso che la poesia debba avere posto nel mondo di oggi, in quanto può fornirci tanti spunti di riflessione e, perché no, può farci ritornare indietro nel tempo per apprezzare le cose belle che, a mio avviso, sono le più semplici. Mi auguro, quindi, di emozionare ed emozionarmi sempre di più”. 


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