Napoli. Totò, il museo della vergogna da 2 milioni di euro

Napoli. Totò, il museo della vergogna da 2 milioni di euro

Totò, il museo della vergogna da 2 milioni di euro

Teche vuote, arredi ancora coperti dagli imballaggi e finanche una piccola sala teatro con poltroncine di velluto rosso. Ma di cimeli del grande Totò nemmeno l’ombra nelle stanze al terzo e al quarto piano del Palazzo dello Spagnuolo in via Vergini. E’ qui che doveva nascere il Museo Totò, dedicato all’artista nato proprio al Rione Sanità (al civico 109 di via Santa Maria Antesaecula). Ma a quasi vent’anni di distanza  la struttura resta ancora un miraggio e di visitatori non se ne vedono. O meglio, i turisti arrivano fin lì, ma arrivati all’ingresso si trovano dinanzi ad un antica porta settecentesca chiusa in uno dei palazzi storici più belli della Sanità. Eccola la vergogna del Museo Totò, una vergogna da 2 milioni di euro finanziati e mai utilizzati, che sono la dimostrazione dell’incapacità amministrativa delle istituzioni locali. Dall’amministrazione Iervolino fino a quella de Magistris la politica non ha fatto altro che sperperare e dimenticare la figura dell’attore napoletano più famoso al mondo. Un attore che, in altre città ricorderebbero e valorizzerebbero, come di fatto accade, ma che a Napoli non ha nemmeno una strada a lui intitolata, eccetto un vicolo nascosto a ridosso di via Foria. Nè una Casa natale dove dovrebbero affluire turisti ogni giorno, ma acquistata da un privato e non visitabile. Nè soprattutto un Museo dove dovrebbero essere esposti gli abiti di scena, la bombetta, il baule e tutti i ricordi dell’artista. Ma ricostruiamo l’iter di questa odissea, che ora sembrerebbe volgere al termine. Entro aprile si dovrebbe infatti concludere la vicenda relativa all’ascensore, l’ultimo ostacolo che impediva l’inaugurazione. Una notizia data nel corso dell’audizione dell’assessore comunale ai Beni Comuni, Carmine Piscopo per conoscere lo status quo dei lavori. Ma quella del Museo Totò è una storia assurda in cui si intrecciano matasse burocratiche e incompetenza. Tutto era iniziato nel 2000 quando la Regione, proprietaria dell’immobile, diede la struttura in comodato d’uso al Comune per la realizzazione di un museo dedicato al principe della risata, un comodato che, tra l’altro, scadrebbe nel 2025: in pratica, ben più della metà della durata è andata persa. Da parte della Regione pare ci sia la piena disponibilità ad allungare il periodo del comodato, ma è assurdo che, in 16 anni, non si sia ancora riusciti a inaugurare un luogo atteso da migliaia di fans in tutta Italia che affollerebbero le strade della Sanità, dando anche un’occasione di riscatto al quartiere. Negli ultimi tempi infine tutto era rimasto fermo, perché bisognava installare un ascensore che permettesse di raggiungere il terzo e il quarto piano del Palazzo dello Spagnuolo dove sarà allestito il museo e, ora, dovrebbe essere stato finalmente raggiunto un accordo con tutti i condomini che, tra l’altro, riceveranno enormi benefici, visto che l’impianto servirà anche le loro abitazioni. C’è di più. Per risolvere il problema il Comune ha messo in bilancio la somma di 500mila euro che permetterà anche di risolvere altre questioni legate agli interni. Ma tutto è ancora da vedere.


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