Cede diga a Genova, petrolio verso il mare

Cede diga a Genova, petrolio verso il mare

Cede diga a Genova, petrolio verso il mare

Timori confermati a Genova, dove è bastata poca pioggia a causare il cedimento della diga di contenimento creata sul Polcevera per arginare il greggio fuoriuscito in seguito alla rottura del tubo della raffineria Iplom di Busalla.

La diga, innalzata con terra e sacchetti di sabbia, ha ceduto dopo l’innalzamento del livello del torrente dovuto alle piogge e ora il greggio si sta dirigendo verso il mare.

A preoccupare i tecnici è il problema del greggio accumulato in una sacca, formata dalla rottura dell’oleodotto Iplom di Busalla, sul ripido versante del Pianego. Sono diversi metri cubi, da 10 a 20, e se la sacca dovesse collassare, trascinerebbe il greggio nel piccolo affluente del Fegino.

Questo petrolio “non arriverebbe al mare per le protezioni installate – ha detto il sindaco metropolitano di Genova Marco Doria – però si riverserebbe nuovamente nei torrenti”. Il sindaco ha segnalato al prefetto il problema, molto serio anche perché la sacca è nell’area posta sotto sequestro dalla magistratura, dove quindi finora non è possibile intervenire.

“Come ci conferma la Capitaneria di Porto di Genova la situazione relativa agli sversamenti è delicata ma sotto controllo. Si sta lavorando per ripristinare le barriere e si sta costruendo un cordone di protezione. Tutta la giornata sarà di presidio costante”, si legge in una nota il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

Il cedimento di una delle barriere create lungo l’alveo del torrente Polcevera a Genova non ha determinato una maggiore fuoriuscita di sostanza oleosa, anche perché a valle di tale barriera, altri presidi di contenimento erano già operanti. Inoltre le maestranze al lavoro lungo il greto si stanno attrezzando per ripristinarla, fa sapere l’Autorità portuale di Genova.

Le panne galleggianti di tipo oceanico che già da tre giorni operano presso la foce del torrente Polcevera stanno svolgendo la loro funzione di contenimento, nonostante la portata d’acqua del torrente sia aumentata a seguito delle piogge cadute durante la notte e nelle prime ore della mattinata odierna.

La Capitaneria avverte che “la situazione relativa allo stato attuale della presenza di idrocarburo presso foce del Polcevera è delicata ma sotto controllo”.

Nel frattempo, già all’alba un rimorchiatore d’altura fornito di dotazioni antinquinamento oceaniche sta intervenendo sulla chiazza segnalata a 4 miglia al largo litorale Loano-Albenga, mentre sulla zona di Genova, continuano a operare nelle acque portuali e lungo il litorale un totale di 6 battelli disinquinanti costieri, tre rimorchiatori d’altura, e un numero consistente di autospurgo che operano lungo il corso del Polcevera.

Per l’intervento in mare sono state inviate inoltre due navi Castali. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, attraverso la direzione competente del dicastero, si legge in una nota del ministero, ha disposto lo spostamento dei mezzi della flotta Castalia di Livorno (Tito) e Civitavecchia (Ievoli shuttle) nel tratto di mare interessato dallo sversamento di greggio. Le due unità d’altura sono dotate di tutte le idonee attrezzature per un intervento anti-inquinamento sulle macchie di greggio e convergeranno nell’area interessata nelle prime ore del pomeriggio per operare sotto il coordinamento dell’autorità marittima.

Intanto la raccolta di greggio galleggiante è quasi terminata, è iniziato il decorticamento del fondale del rio Fegino e venerdì sono partiti i lavori di ripulitura delle spiagge di Pegli e Multedo.


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