Uccide l’amico e lo avvolge in un tappeto: “Non ne potevo più”

Uccide l’amico e lo avvolge in un tappeto: “Non ne potevo più”

Uccide l'amico e lo avvolge in un tappeto: ecco il motivo

Ha confessato di aver ucciso l’amico, Damiano Galizia, di 31 anni, perché esasperato dalle richieste di quest’ultimo per un debito non estinto, e di aver avvolto il cadavere in un tappeto. Ieri sera ha ammesso le sue responsabilità indicando agli agenti della Questura di Cosenza il luogo in cui trovare il cadavere della vittima. Il reo confesso, Francesco Attanasio, di 33 anni, è stato sottoposto a fermo al termine di indagini svolte dalla squadra Mobile della Questura di Cosenza. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura al termine di un lungo interrogatorio condotto dal pm Giuseppe Visconti, d’intesa con il procuratore Dario Granieri. Il cadavere di Galizia è stato rinvenuto la scorsa notte in un’abitazione di contrada Dattoli di Rende (Cs), ma l’omicidio, secondo quanto emerso dalle indagini, risalirebbe al 26 aprile scorso. In particolare, quel giorno, verso le 18, la vittima si sarebbe incontrato, nei pressi dell’uscita autostradale di Cosenza Nord, con Attanasio, per discutere di alcune vicende personali, tra cui l’acquisto di un’auto. Nella circostanza avrebbero dovuto discutere anche di un debito che Attanasio aveva contratto nel mese di gennaio 2016 con Galizia e del quale lo stesso sollecitava l’estinzione. Secondo quanto ricostruisce la Questura in una nota, Attanasio sarebbe stato esasperato dall’atteggiamento pressante di Galizia a causa della mancata restituzione del prestito e per tale motivo avrebbero avuto nei mesi scorsi numerose discussioni. I due, a bordo dell’auto della vittima, si sono recati successivamente nella zona universitaria dove Attanasio aveva la disponibilità di una villetta a due piani.


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