Sorrento. Inchiesta scuolabus, cancellata la legge su cui si basano le accuse

Sorrento. Inchiesta scuolabus, cancellata la legge su cui si basano le accuse

Inchiesta scuolabus, cancellata la legge

Era la legge regionale su cui si basano le principali accuse sull’appalto di trasporto scolastico a Sorrento. Ma adesso è stata cancellata, spazzata via per sempre. Nonostante ci sia ancora un’inchiesta in corso.
Abrogata la disposizione che vietava ai Comuni di affidare il servizio scuolabus a società già titolari di licenze Ncc (noleggio con conducente) e taxi sul territorio. Una decisione, quella del consiglio regionale della Campania, votata a maggioranza nella seduta del 5 aprile scorso. Si tratta di una scelta politica che può pesare e non poco sulla tenuta delle indagini.
A Sorrento, secondo la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, la cooperativa Torquato Tasso (unica ditta a partecipare alla gara) venne favorita dal dirigente comunale Antonino Giammarino perché la società ottenne il servizio (su base quinquennale per 1,3 milioni di euro) nonostante possedesse già autorizzazioni Ncc e taxi. Ma invece, per il Tribunale del Riesame di Napoli, non ci fu combine visto che la legge regionale (quella ora in parte abrogata) conteneva disposizioni contrastanti che portarono il funzionario dell’ente a chiedere anche un parere interpretativo alla stessa Regione. Una dimostrazione, per i giudici della libertà, di comportamento «non fraudolento».
Oltre Giammarino, sono indagati a piede libero per turbata libertà degli incanti e falso anche l’amministratore unico della coop Tasso Alfonso Ronca e la madre Giovanna Cacace, legale rappresentante della società. I tre, lo scorso 18 dicembre, si videro notificare un’ordinanza di custodia cautelare (Giammarino e Ronca finirono agli arresti domiciliari, per Cacace fu imposto il divieto di dimora) che fu annullata per «grave carenza di indizi di colpevolezza» dal Riesame. Decisione confermata anche dalla Corte di Cassazione che alcune settimane fa ha respinto i ricorsi della Procura. Sia chiaro: le indagini della tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense procedono, ma a questo punto gli indagati sperano di poter ottenere l’archiviazione.
La disposizione al centro dell’inchiesta e che adesso è stata cestinata è quella prevista dalla lettera D del comma 1 dell’articolo 5 della legge regionale 13 del 2011 (disposizioni in materia di trasporto scolastico in Campania). 
Il destino dell’inchiesta verte sul parere chiesto da Giammarino alla Regione Campania prima di affidare l’appalto alla coop Tasso. La normativa prevede un articolo, il numero 3, che impone ai soggetti che intendono ottenere il servizio scuolabus l’iscrizione all’albo dei gestori del trasporto scolastico sulla base di requisiti in contrasto con l’articolo 5 della stessa legge. Quelli, in pratica, previsti dalla lettera D del comma 1 dell’articolo 5 e che ora è stata abrogata dal consiglio regionale. Prescrizioni praticamente discordanti. Giammarino invocò un indirizzo dalla Regione che, nel parere, invitò Giammarino ad affidare il servizio in base all’articolo 3. E quindi scattò il via libera alla coop di Ronca e Cacace.


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