Terzigno. Bufera negli uffici comunali

Terzigno. Bufera negli uffici comunali

Rilasciavano permessi facili

C’è anche il braccio destro dell’ex sindaco Mimì Auricchio al centro della vicenda che ha scatenato la bufera nell’ufficio tecnico del comune di Terzigno. Tra i destinatari dell’avviso di garanzia c’è anche Giovanni Verdone: ex assessore del senatore di Allenza Liberalpopolare Autonoma che fu primo cittadino del comune Vesuviano nel 2007 e nel 2010. E’ stato nella squadra di governo di Auricchio ricoprendo l’incarico di assessore all’urbanistica e alle attività produttive. Dopo essersi “ritirato” dalla vita politica cittadina, Verdone torna agli onori della cronaca per la vicenda che da due settimane sta facendo discutere: ora l’ex assessore è finito al centro dell’inchiesta per i permessi facili che venivano rilasciati all’interno dell’ufficio tecnico del comune di Terzigno. Nei giorni scorsi i militari dell’arma di Torre Annunziata, su delega della procura di Nola, gli hanno consegnato l’avviso di conclusione indagini preliminari per la vicenda che ha già portato alla sospensione dai pubblici uffici per due funzionari dell’ufficio tecnico (Maresca e Perillo) e di un ispettore dell’Asl di Poggiomarino (Bosone). Verdone è nella lista delle 9 persone indagate dalla procura: è nell’elenco dei 6 che fino a pochi giorni fa risultavano soltanto deferite in stato di libertà, in attesa che venissero fatti gli ulteriori accertamenti del caso. 
Adesso per lui, e per altre 5 persone, sono arrivati gli avvisi di garanzia. Travolti dall’ennesima bufera che vede coinvolto il comune di Terzigno ci sono altri due dipendenti comunali e tre commercianti molto conosciuti in città. Quello di Giovanni Verdone non è l’unico nome che esce fuori dagli uffici di via Gionti. A finire nel mirino degli organi inquirenti altre due persone strettamente legate al comune di Terzigno. 
Nella maxi inchiesta che sembra allargarsi a macchia d’olio con il passare delle settimane sono finiti altri due geometri molto noti in città: Rastelli e Sangiovanni. Su entrambi si sono accesi i fari degli organi inquirenti che stanno cercando di capire quali legami ci siano tra loro e i tre primi indagati dello scandalo in Municipio.
Nell’inchiesta, partita nel maggio del 2014 a seguito di una denuncia formalizzata da due esercenti di Terzigno, sono finiti anche tre noti commercianti della città. Si sarebbero resi responsabili, a vario titolo, dei reati contestati ai due funzionari dell’ufficio tecnico e all’ispettore dell’Asl di Poggiomarino, da cui è partita la maxi inchiesta che nelle prossime settimane potrebbe vedere coinvolti anche altre persone.


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