Verona. Toni si ritira: “Non farò l’allenatore perchè s’invecchia subito”

Verona. Toni si ritira: “Non farò l’allenatore perchè s’invecchia subito”

Toni si ritira

“Dopo 22 anni di professionismo, penso che sia arrivato il momento di ritirarmi, e’ stata una decisione difficile e sofferta, ma credo sia giusto smettere” Dice addio un altro campione del mondo, uno dei ragazzi del 2006. Luca Toni – ‘centravanti’, come si diceva una volta, dell’Hellas Verona e Scarpa d’oro con la Fiorentina – scandisce bene le parole. Quella con la Juventus sara’ la sua ultima partita da calciatore perche’ l’atleta di Pavullo nel Frignano (Modena), 39 anni il 26 maggio, dopo la sfida con la Signora si togliera’ definitivamente gli scarpini. Se ne va cosi’ fuori dal campo un altro degli eroi di Berlino dopo una carriera straordinaria scandita soprattutto dai gol. Ben 323 in carriera che gli sono valsi un titolo di capocannoniere nel campionato cadetto e ben due volte quello in Serie A dove con il Vicenza aveva segnato il suo primo gol, la seconda nella passata stagione proprio con la maglia del Verona. A livello di club Toni si e’ tolto le maggiori soddisfazioni vestendo la maglia del Bayern Monaco, con il quale ha vinto una Coppa di Lega, una Coppa nazionale e la Bundesliga. Con la maglia dell’Hellas ha siglato 50 reti tra campionato e Coppa Italia, diventando il piu’ anziano di sempre a vincere la classifica dei cannonieri e il primo a vincerla con la maglia del club veneto. “A Verona – afferma Toni – ho trascorso tre anni fantastici, sono riuscito a contribuire alla storia di questo glorioso club. Io non ho mai messo becco su che giocatori comprare e chi no. Il mio futuro non lo conosco. A fine campionato parlero’ con il presidente, non c’e’ un contratto scritto, se ci troveremo d’accordo andro’ avanti con Verona, al contrario no. Tutti gli anni si faceva un contratto annuale, ogni anno si decideva a fine stagione. Se le mie idee andranno di pari passo con la societa’ si andra’ avanti con l’Hellas”. “Insomma – conclude Toni – non so cosa fare di preciso: a livello dirigenziale in Italia non ci sono grandi calciatori del passato ai vertici, penso a Roberto Baggio o un Paolo Maldini, che non sono completamente nel mondo del Calcio. Per esempio, nel Bayern Monaco quando avevo un problema parlavo con Rummenigge che gestiva la societa’: sapeva di cosa parlavo, perche’ e’ stato un grande calciatore. Di sicuro non faro’ l’allenatore, non sono portato e poi i miei ex compagni che fanno l’allenatore invecchiano di cinque anni ogni anno”. Invece lui ha a lungo dimostrato che rimare giovani si puo’, anche col passare degli anni. 


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