La Tarantina”: il “femmenèlla” dei Quartieri Spagnoli al Festival Gay Lesbian

La Tarantina”: il “femmenèlla” dei Quartieri Spagnoli al Festival Gay Lesbian

La Tarantina": il "femmenèlla" dei Quartieri Spagnoli oggi al Festival Gay Lesbian

E’ stato promosso alla 31esima edizione del GTLFF Festival Gay Lesbian di Torino il docu-film del regista Fortunato Calvino “La Tarantina” e proprio oggi si terrà la prima del film, realizzato in collaborazione con l’università Federico II di Napoli (Servizio Anti-Discriminazione e Cultura delle Differenze). Il film narra la vita di Carmelo Cosma, in arte “La Tarantina”, intervistata dal professore ordinario di Psicologia Clinica Paolo Valerio. La Tarantina deve questo soprannome alla sua città di origine: Avetrana, per l’appunto in provincia di Taranto. Lei, però, preferisce essere chiamata “femmenella”, così l’hanno sempre chiamata nei Quartieri Spagnoli di Napoli, dove è arrivata adolescente quando i suoi genitori la cacciarono via di casa a causa della sua omosessualità. In Vico Lungo Gelso, dove tutt’oggi ha luogo il suo basso, la realtà era molto diversa da quella odierna, più di sessant’anni fa era un luogo trafficato tra le prostitute e i trans che abitavano il posto, si organizzavano tavolate, tutti erano diversi, ma nessuno era mai solo in quella realtà, che Napoli accoglieva, e non discriminava a differenza di come si vuole far credere. La Tarantina, ormai ottantenne, si racconta con ilarità, senza peli sulla lingua narra dei giorni in cui ha vissuto per strada, senza una casa né una meta, fino ad arrivare alla sua dolce vita. Una testimonianza in via d’estinzione, negli occhi della Tarantina si sono specchiati tempi e realtà oggi ormai estinte “La prostituzione che ho vissuto io aveva un andazzo diverso da quello di oggi, c’era la “nobilità”: un comportamento aristocratico, oggi solo abuso, sfruttamento e squallore”; racconta così il femmenella che oggi sarà guardata dai tanti giovani che prenderanno parte al Festival. “Sono molto onorato di essere qui oggi, il Festival è un evento emozionante, pieno di giovani, sono entusiasta di mostrargli il passato in una testimonianza rara, ho raccolto un pezzo di storia, voglio consegnarglielo affinché resti nel loro bagaglio culturale.” Asserisce in merito il regista Fortunato Calvino.


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