Latte e carne “made in Campania” in crisi: chiuse mille aziende

Latte e carne “made in Campania” in crisi: chiuse mille aziende

Chiuse mille aziende

E’ crisi per il settore zootecnico da latte e da carne campano: dalla stalla allo scaffale il prezzo si moltiplica in modo ingiustificabile e gli allevatori non vedono remunerato il proprio lavoro. E se per il prezzo del latte ormai non si superano i 30 centesimi al litro, per la carne non va meglio con 2 euro al chilo, un prezzo che i consumatori ritrovano poi sugli scaffali aumentato fino a 10 volte. La provincia di Salerno è quella che più ha risentito della crisi del comparto. Per quanto riguarda il settore bovino, in Campania, dal 2011 a oggi sono andate perse 900 aziende: la più colpita dalla crisi è stata Salerno con 318 chiusure, seguita da Avellino con 280 e da Benevento con 200 aziende chiuse. In tutto, sono andati persi qualcosa come settemila capi bovini. Non va meglio per il settore bufalino che ha perso in quattro anni 169 aziende in Campania: le chiusure più numerose si sono registrate in provincia di Salerno (89) e Caserta (78). “Pesa” per l’economia regionale anche il comparto ovo – caprino, con 3774 aziende in tutta la Campania, con la provincia di Salerno leader con oltre 1426 imprese, che ha la leadership anche delle macellerie aziendali, oltre 500. “Oltre a un’attenzione da parte delle istituzioni e dei cittadini al consumo di carne locale che è la più controllata al mondo – sottolinea il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio – è importante che vi sia un forte impegno sul piano comunitario per ottenere subito l’obbligo di etichettatura per i derivati da carne e latte e per impedire che salumi e formaggi ottenuti con carne e latte stranieri siano spacciati per italiani con grave danno per i consumatori e gli allevatori. Purtroppo, i consumatori si trovano sempre più spesso a mangiare carne anonima di cui non si conosce la provenienza: è un danno per la salute, anzitutto, ma anche per la nostra economia che ha investito molto nella qualità e nei controlli”. Coldiretti lavorerà sul fronte della redditività degli agricoltori: “Non è ammissibile continuare a vedere questo forte divario tra il prezzo alla stalla e quello allo scaffale – ribadisce il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano – i costi di produzione sostenuti dai nostri allevatori sono molto elevati. Tra l’altro, il nostro settore sconta una concorrenza sleale delle produzioni estere e le gravi e distorte notizie diffuse sul consumo della carne”. Continua così la mobilitazione permanente degli stati generali della zootecnia con gli incontri nelle aree più sensibili del territorio, per monitorare la situazione e affiancare gli operatori in un momento difficile.


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