Simona Tagli, dai cruciverba in tv alla politica

Simona Tagli, dai cruciverba in tv alla politica

Simona Tagli, dai cruciverba in tv alla politica

“Da quattro anni ho aperto un’attività commerciale, un istituto di bellezza per mamme e bambini e quotidianamente affondo le mani nelle problematiche legate alla città per quello che riguarda la viabilità, l’area C, la sicurezza, le tasse e molte altre cose”. Simona Tagli, showgirl della tv, presenza immancabile della domenica di Rai1 con il cruciverbone di Enrica Bonaccorti, spiega così, all’Adnkronos, la sua nuova vita da commerciante impegnata in politica e spiega il percorso che l’ha portata a candidarsi alle prossime elezioni amministrative milanesi nelle file di Fratelli d’Italia.

Titolare di un istituto di bellezza per mamme e bimbi nell’elegante zona di corso Magenta che dà lavoro a “tre persone e mezza, nel senso che una è apprendista, ma in passato eravamo molte di più, includendo anche donne immigrate che stimo e apprezzo perché sono molto determinate e volenterose”, la Tagli ha idee chiare su come trasformare Milano in una città più accogliente per chi, sfidando la crisi, ha la voglia e il coraggio di mettersi in gioco facendo impresa.

“Chi, come me, lavora in centro – spiega – ha bisogno in primis di una viabilità più snella, che si può ottenere ripensando l’Area C, riaprendo al traffico delle auto piazza Castello, eliminando le piste ciclabili inutili e pericolose che intasano il traffico e togliendo dalle strade i senzatetto ai quali bisogna dare accoglienza restituendo loro anche la dignità”. In questo senso, “potrebbe essere contemplata una collaborazione con negozi e supermercati per riutilizzare le rimanenze e il cibo avanzato che non può più essere venduto”.

Dal traffico dipende quasi tutto: “Se si snellisce il traffico e il tempo è ricchezza – osserva la Tagli – la gente viaggia meglio, si muove di più, visita i negozi ed è invogliata a fare acquisti”. Invece “Piazza Castello è ferma. I taxi “costano tanto perché per percorrere la città in lungo e in largo ci mettono una vita”. L’area C, poi, “andrebbe abolita o almeno resa meno costosa. Dovrebbe funzionare come vitamina per dare nuova energia al traffico”. E i soldi che frutta al Comune, “molti di più di quelli che arrivavano dall’ecopass, non possono essere destinati a costruire nuove piste ciclabili”. Perché “Milano non è Amsterdam e le piste ciclabili devono essere fatte in luoghi appositi, all’aria aperta. Non dove intralciano il traffico e creano pericoli per chi va a piedi”.

Altro scoglio da rimuovere, l’eccessivo carico fiscale: “Oltre a tagliare le tasse, che sono veramente troppe, il Comune dovrebbe restituire in servizi le imposte che i cittadini versano con sacrificio”. Non va dimenticata poi la sicurezza: “La percezione d’insicurezza genera ansia e paura; la città va ripulita dalla delinquenza”.

Specie da quella che, sottolinea la Tagli, “arriva dall’immigrazione e da troppa gente che viene accolta e fa disordine”. Viale Padova, ad esempio, “dopo una certa ora, è pericolosissima”. E negli ultimi tempi “è venuto anche a mancare il vigile di quartiere che portava ordine e sicurezza”. Del resto, conclude, “i vigili ormai servono solo a fare multe e contravvenzioni, mentre sarebbe importante recuperare quel tipo di figura, in positivo”.


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