SmartWatch 3, il display TFT transflective fa la differenza

SmartWatch 3, il display TFT  transflective fa la differenza

SmartWatch 3, il display TFT transflective fa la differenza

In un mondo, quello dell’elettronica di consumo, con una spiccata tendenza all’innovazione (ogni 6 mesi, al massimo, un nuovo modello prende il posto del precedente) lo SmartWatch 3, presentato dalla Sony ad IFA nel settembre del 2014 ed ancora sul mercato, rappresenta una piacevole singolarità.

Tra i primi ad utilizzare il sistema operativo Android Wear, ricevendone tutt’ora gli aggiornamenti, aspira ad essere qualcosa in più di un semplice smartwatch, strizzando l’occhio agli appassionati del fitness.

Con la sua forma quadrata è più simile al Watch della mela morsicata che ad altri competitor Android, che, con i loro display circolari, cercano di apparire il più possibile simili agli orologi da polso tradizionali. Lo SmartWatch 3 ha invece l’aspetto informale di un activity tracker più che di un orologio da indossare tutto il giorno tutti i giorni. E a confermare questa impressione visiva, concorrono la certificazione IP 68 (è protetto dall’ingresso di acqua e polvere) e il fatto che il cinturino base sia in gomma (disponibili anche versioni in cuoio e acciaio inox). Bello, a nostro avviso, il contrasto tra il nero (anche in bianco o giallo) del cinturino e l’acciaio inox chiaro utilizzato per la chiusura deployante e per il tasto funzione sulla destra della cassa. Molto pratica la possibilità di separare la cassa dal cinturino senza ausilio di alcuno strumento; c’è da dire di contro che non sono utilizzabili cinturini standard ma solo quelli messi a disposizione da Sony.

La cassa dello SmartWatch 3 è abbastanza grande (36 x 10 x 51 mm) ma non è pesante (38 g) e non appare sproporzionata, a meno di non avere un polso eccessivamente piccolo. Il fondello, in acciaio inox spazzolato, è completamente liscio, eccezion fatta per una porta microUSB, protetta da un coperchio di gomma rimovibile, necessaria a ricaricarlo, utilizzando un qualsiasi alimentatore da parete con uscita USB.

Il display da 1,6 pollici, con risoluzione 320 x 320 pixels, è un TFT transflettivo, una tecnologia che rende sufficientemente visibili i contenuti anche senza retroilluminazione attiva e che, sotto la luce diretta del sole, offre migliore leggibilità rispetto ai concorrenti. Buona la luminosità, anche in modalità automatica, grazie all’efficace sensore integrato. Non entusiasmante la resa cromatica, ma non si può avere tutto nella vita.

Il processore è un Quad-core ARM Cortex A7 a 1.2 GHz, affiancato da 512 Mb di RAM e da 4 GB di spazio di archiviazione. Una dotazione più che adeguata a far girare il sistema operativo e le app in modo fluido e senza intoppi. Oltre al GPS, sono integrati anche NFC, Bluetooth 4.0, che consente di associare lo SmartWatch 3 ad uno smartphone Android (4.3 e successive) o iOS (8.2 e successive), e Wi-Fi, con cui è possibile utilizzare le app anche quando non si è in prossimità del telefono. Presenti accelerometro, bussola e giroscopio, manca un sensore ottico della frequenza cardiaca. La batteria, ai polimeri di litio da 420 mAh, ha assicurato, durante il nostro test, due giorni pieni di autonomia. Spegnendolo di notte siamo arrivati anche a quattro giorni. Utilizzare GPS e Wi-Fi abbassa drasticamente l’autonomia.

Su SmartWatch 3 è presente la versione 6.0.1 di Android Wear, il sistema operativo di Google per i wearable device, che continua il suo percorso di crescita pur non contando ancora su un ecosistema esteso di applicazioni di terze parti. È possibile personalizzare lo sfondo dell’orologio scegliendo la watch face che più ci piace tra le poche messe a disposizione da Sony o scaricandone altre, tra le centinaia disponibili, gratis o a pagamento, in Google Play.

Sul display dello SmartWatch 3 si possono visualizzare messaggi e notifiche provenienti dallo smartphone associato (telefonate entranti, sms, appuntamenti in agenda, email, promemoria, info viaggio, social network ed instant messaging), attività che richiedono normalmente di dover armeggiare con il telefono. È possibile interagire con SW3 anche usando la voce: basta pronunciare “Ok Google” ed impartire comandi vocali per ottenere informazioni (es. “quanti passi ho fatto oggi?”) oppure eseguire operazioni come avviare una app, impostare un promemoria, fare una telefonata, scrivere ed inviare un messaggio. Quando si riceve una chiamata, un messaggio o una notifica sullo smartphone, essa appare anche sullo schermo dell’orologio, che vibra per avvisarci. Se si tratta di una chiamata si può scegliere di rispondere o rifiutarla. Se si decide di rispondere lo si deve però fare attraverso il telefono (o un auricolare), perché non è possibile fare conversazioni via orologio, stile Dick Tracy.

Grazie alle schede interattive di Google Now, le informazioni di interesse, come il meteo, il traffico, i risultati sportivi e le ultime notizie, sono sempre a portata di occhio. Con Google Maps si possono visualizzare le indicazioni stradali turn by turn sul display dell’orologio. Se si ha l’app Camera di Google sullo smartphone è possibile controllarla a distanza dallo smartwatch. Con Play Music è possibile gestire (play e cambio traccia) i brani musicali presenti sia nello smartphone associato che nella memoria interna dello SmartWatch 3. TrackID consente di utilizzare l’orologio per identificare la musica.

Il GPS interno, che permette, quando ci si allena, di registrare i percorsi senza necessità di avere con se il telefono, ed il contapassi integrato si interfacciano con le principali app di Fitness in circolazione come Lifelog, Google Fit, iFit, My Tracks, RunKeeper e Endomondo.

SmartWatch 3 della Sony non è forse il più bello degli smartwatch in circolazione, ma, se state cercando oltre che un orologio anche un affidabile compagno di allenamenti, ci sentiamo di consigliarvelo. Attualmente si può acquistare su Amazon a poco meno di 150 euro nella versione con cinturino di gomma, quella più adatta al fitness.


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