Festa di Sant’Antonio, dopo i fuochi il sindaco di Cava spegne anche le luci

Festa di Sant’Antonio, dopo i fuochi il sindaco di Cava spegne anche le luci

Nuova puntata del duello Servalli-fra Gigino

L’amministrazione cavese spegne le luminarie dei portici; a riaccendersi è la polemica sui festeggiamenti di Sant’Antonio, che vede aprirsi un nuovo fronte di scontro tra il sindaco Enzo Servalli e padre Luigi Petrone, rettore del Santuario Francescano. Dopo il batti e ribatti sui fuochi d’artificio, con la decisione del primo cittadino di non concedere il nulla osta per lo spettacolo pirotecnico su Monte Castello, ora è la volta delle luci. A fine marzo, come avviene ormai da anni, fra’ Gigino aveva inoltrato richiesta per l’illuminazione di alcune arterie e aree nevralgiche della città in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio, a spese del Santuario. Sin dal primo momento, in ragione del muro contro muro sulle celebrazioni, molti erano i dubbi sul via libera dell’amministrazione. Nel corso della seduta del Consiglio comunale dello scorso 21 aprile, Servalli aveva confermato il no allo spettacolo pirotecnico, aprendo invece la porta sulle luminarie. Invece, è giunto inaspettato il colpo di scena, anche sulle luci sarebbe stato posto il diktat del sindaco di Cava e l’agognato permesso non è arrivato.


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