Prostitute uccise a Salerno: 5 sospettati

Prostitute uccise a Salerno: 5 sospettati

Cinque indagati per le prostitute uccise

Due omicidi di prostitute commessi tra Capodanno e maggio  nello stesso posto. E con lo stesso metodo: strangolamento. La Procura serra le fila sospettando di cinque persone che sarebbero a conoscenza del delitto di Roxana Alina Ripa, la 34enne romena trovata cadavere in un fondo agricolo di via dei Carrari il giorno di San Silvestro. Si tratta di un gruppo di tre albanesi e due marocchini ma al vaglio ci sono le posizioni di una prostituta napoletana ma domiciliata a Casal di Principe che solitamente si accompagnava con Roxana e di un’altra meritrice che si era vista con Roxana prima che quest’ultima venisse uccisa. E’ infatti emerso, da indagini incrociate effettuate dalle Squadre Mobili di Napoli, Salerno e Caserta, che la sera dell’omicidio la 34enne era giunta a Salerno con un’altra 23enne romena e un albanese  di 35 anni (tuttora in Patria in quanto espulso perchè non avrebbe avuto il permesso di soggiorno regolare) a bordo di una potente autovettura sottoposta a sequestro. Macchina guidata dall’albanese ma di  proprietà di una società con sede a Napoli Nord. Per gli investigatori sarebbe fondato  il motivo di ritenere che all’interno della vettura (ieri sottoposta a esami irripetibili presso la Caserma Pisacane) possano esserci tracce biologiche e materiali pertinenti all’omicidio. Dagli esami predisposti all’interno della potente berlina, effettuati con il luminol e altra tecnica scientifica, potrebbero emergere nuovi particolari su quel delitto come sospetta il pubblico ministero Silvio Guarriello che coordina le indagini: ad esempio che la donna sia stata uccisa altrove e poi portata nel fondo agricolo in zona San Leonardo. Tra i sospettati, poi, ci sarebbero anche due marocchini di 33anni, sempre residenti nell’area del Casertano, i cui ruoli sono ancora da stabilire. Il sospetto è che quel delitto, ma a questo punto anche quello di Mariana Szekeres rinvenuta cadavere domenica scorsa, sia arrivato nell’ambito del racket dei protettori e che la 20enne sia stata uccisa proprio per non sottostare al ricatto del pizzo sulla prostituzione. La 20enne  si sarebbe prostituita in strada in quanto nella casa dove risiedeva (via Trani, traversa di via Settimio Mobilio) avrebbe avuto problemi con i condomini i quali avevano più volte denunciato un via-vai di persone ad ogni ora del giorno e della notte. Con lei c’erano anche le amiche, tuttora irreperibili, dopo aver denunciato insieme al marito la scomparsa di Mariana Szekeres. I due omicidi potrebbero avere un collegamento proprio perchè legato al mondo degli sfruttatori e il sospetto che dietro quegli omicidi ci sia una banda di albanesi appare più che fondato.  In sostanza, ragionano gli inquirenti (il caso Szekeres è in mano ai sostituti procuratori Maria Chiara Minerva e Claudia D’Alitto), le due romene si sarebbero opposte alla protezione (o avrebbero intralciato gli interessi su Salerno degli albanesi) e quindi sarebbero state uccise.

 

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