Tragedia al Ciclope, il papà di Crescenzo: «Con Vassallo mio figlio non sarebbe morto»

Tragedia al Ciclope, il papà di Crescenzo: «Con Vassallo mio figlio non sarebbe morto»

Caso Ciclope, il padre di Crescenzo omaggia Vassallo

CAMEROTA – Crescenzo Della Ragione, il 27enne morto la scorsa estate all’interno della discoteca Il Ciclope di Marina di Camerota, continua a vivere. Lo fa attraverso il ricordo degli amici e di chi lo voleva bene e ha imparato a volerlo bene dopo la sua scomparsa. Lo fa attraverso le fotografie che tutte le mattine, il papà Antonio, posta su Facebook accompagnate da un buongiorno, il più dolce che ci sia. Per la morte del giovane di Varcaturo, che era in vacanza in compagnia di alcuni amici e un cugino, continua ad indagare la procura della Repubblica del tribunale di Vallo della Lucania. Al momento sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Si tratta del proprietario della discoteca, di due tecnici e del sindaco di Camerota. 

Antonio Della Ragione, qualche giorno fa, è andato a trovare un altro sindaco, quello di Pollica che è scomparso il 5 settembre del 2010. La morte di Angelo Vassallo ha molti punti in comune con quella di Crescenzo. Il killer del sindaco-pescatore non è ancora noto agli inquirenti. Il masso che ha ucciso Crescenzo, invece, non è mai stato ritrovato. Antonio ha lasciato un fiore sulla tomba di Angelo e ha poi scritto un pensiero sulla fotografia (in alto) che ha postato sul web: «Come intimamente promesso ti ho portato un fiore, a te grande uomo. Con la convinzione che con te primo cittadino (sindaco),Crescenzo sarebbe ancora tra di noi».


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