Parolisi condannato a 20 anni. Cassazione conferma: è stato lui a uccidere Melania Rea

Parolisi condannato a 20 anni. Cassazione conferma: è stato lui a uccidere Melania Rea

Parolisi condannato a 20 anni. Cassazione conferma: è stato lui a uccidere Melania Rea

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 20 anni di carcere a Salvatore Parolisi, per l’omicidio delle moglie Melania Rea, uccisa con 35 coltellate nei boschi di Ripe di Civitella il 18 aprile 2011. La Corte ha così rigettato il ricorso degli avvocati difensori Walter Biscotti e Nicodemo Gentile che chiedevano l’applicazione delle attenuanti generiche. Prima che i giudici della V sezione penale si riunissero, il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna a 20 anni di carcere inflitta nell’appello bis, così come l’avvocato Mauro Gionni che assiste la famiglia di Melania, chiedendo la non applicazione delle generiche all’omicidio, e non arrivare così a un ulteriore sconto di pena dopo che era già stata esclusa l’aggravante della crudeltà. La Cassazione infatti si è pronunciato oggi per la seconda volta sull’omicidio; in precedenza, nel febbraio 2015, aveva annullato con rinvio la condanna di Parolisi a trent’anni di reclusione, ritenendo infondata l’aggravante della crudeltà; in sede di appello bis il 27 maggio 2015 la corte di assise di appello di Perugia aveva così rideterminato la pena a 20 anni. Condanna oggi confermata dalla suprema corte. “E’ importante che non ci siano stati ulteriori sconti di pena per Parolisi. Riconosciuto definitivamente colpevole dalla Cassazione per un atto così brutale, non meritava, dopo l’esclusione dell’aggravante della crudeltà, anche l’applicazione delle attenuanti generiche, che avrebbe comportato un ulteriore sconto di pena”, ha sottolineato Mauro Gionni, l’avvocato della famiglia di Melania. E – ha aggiunto l’avvocato – “in un momento in cui l’attenzione è alta nei confronti del fenomeno del femminicidio sarebbe importante che il legislatore rimettesse mano al coordinamento delle pene, perché, ad esempio, non può essere che un omicidio stradale alla fine sia punito come un omicidio volontario”. “Finalmente – hanno commentato i familiari della giovane donna uccisa – si chiude una vicenda che per anni ci ha visto soffrire ad ogni passo, nel lungo iter giudiziario, che comunque ha riconosciuto Parolisi come l’assassino di Melania”.


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