Castellammare, sequestrata la marijuana dei “forestieri”

Castellammare, sequestrata la marijuana dei “forestieri”

Castellammare, sequestrata la marijuana dei "forestieri"

I Monti Lattari si confermano la Giamaica italiana. E’ lì che i coltivatori di marijuana decidono di piantare l’erba che poi attraverso le organizzazioni criminali finisce nelle piazze di mezza Campania. A confermarlo è l’operazione messa a segno dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia che sono riusciti a individuare, sequestrare e distruggere ben 150 piante di marijuana. La piantagione era stata messa su in un terreno demaniale in località Chirico nel comune di Lettere ed era già in avanzato stato di crescita. Piante dai 60 cm a 1,5 metri d’altezza ma che probabilmente non erano state piantate da persone del posto.

L’ipotesi investigativa, infatti, è che possa trattarsi di pregiudicati che non sono di Lettere ma di alcuni comuni del comprensorio. I carabinieri, infatti, si sono insospettiti di alcuni movimenti di personaggi già noti nelle settimane scorse. Perché si trovavano a Lettere? Perché, presumibilmente, provenivano dai sentieri della montagna? Sono questi gli interrogativi che hanno insospettito i militari che hanno cominciato a passare al setaccio la zona. Dalle perlustrazioni del territorio è emersa la piantagione messa su in località Chirico. L’ipotesi che potesse trattarsi di coltivatori di marijuana non di Lettere ma provenienti da altri comuni potrebbe essere confermata anche dalla frequenza con la quale alcuni personaggi tenuti sotto osservazione raggiungevano la montagna. La coltivazione scoperta a Lettere non aveva un impianto d’irrigazione e quindi necessitava di essere irrigata, anche con arnesi rudimentali, con continuità. Il resto, per la crescita delle piante, lo fa il tempo. 

Di sicuro il colpo assestato dai carabinieri ai coltivatori di marijuana e alle organizzazioni criminali che fanno affari con lo spaccio di sostanze stupefacenti è di quelli pesanti. Le 150 piante, infatti, avrebbero fruttato centinaia di migliaia di euro dopo la vendita al dettaglio. Un fenomeno che le forze dell’ordine contrastano ogni giorno sul campo, con arresti e sequestri nelle principali piazze di spaccio del territorio. La marijuana prodotta sui Monti Lattari, infatti, servirebbe a fornire più Comuni: da Gragnano a Castellammare, passando per Torre Annunziata, Sant’Antonio Abate, Lettere, Casola e Pimonte. Un giro d’affari da milioni di euro ogni anno che concede alle organizzazioni criminali una sorta di garanzia sotto il profilo della liquidità. Al di là di spacciatori e organizzatori del giro di vendita delle sostanze stupefacenti, però, il vero obiettivo delle forze dell’ordine è sempre quello di arrivare a mettere le mani sui coltivatori di marijuana. Arrivare, cioè, all’origine. Un lavoro che è stato intensificato negli ultimi mesi. L’ipotesi che possa esserci in atto una sorta di spartizione della montagna e che anche coltivatori di paesi limitrofi possano aver messo le mani sui Monti Lattari e in zone che apparentemente non sarebbero di “competenza” è concreta. Ma questo, chiaramente, potrebbe comportare anche il rischio di contrasti tra i narcos per il controllo delle zone coltivabili.


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