Codice di trasparenza: i medici pronti a dichiarare compensi da case farmaceutiche

Codice di trasparenza: i medici pronti a dichiarare compensi da case farmaceutiche

Codice di trasparenza: i medici pronti a dichiarare compensi da case farmaceutiche

Compensi ricevuti da aziende farmaceutiche in cambio di consulenze scientifiche, seminari formativi, organizzazione di congressi o trial clinici: sette medici su dieci hanno gia’ dato il proprio consenso a rendere tutti questi dati pubblici e online. Lo prevede il nuovo Codice di trasparenza voluto dalla Federazione europea industrie ed associazioni farmaceutiche (Efpia), presentato oggi nel corso di una conferenza stampa e accolto con favore tanto dai professionisti che dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “La trasparenza – ha detto – e’ principio ispiratore delle nostre azioni” ed e’ “l’arma numero uno contro l’opacita’, dalle forme piu’ innocue a quelle che possono portare conseguenze piu’ gravi, che vanno estirpate”. Dall’epatite C all’Hiv o al cancro: i grandi progressi nelle cure compiuti egli ultimi anni sono anche frutto della collaborazione tra medici e industria farmaceutica. Una collaborazione che contribuisce a far aumentare l’aspettativa di vita di 3 mesi ogni anno e i cui aspetti economici, tra due settimane, saranno resi pubblici grazie al Disclosure Code, il codice europeo che verra’ adottato da 33 paesi compresa l’Italia. Grazie alla cosiddetta ‘operazione trasparenza’ le oltre 200 aziende italiane del farmaco aderenti a Farmindustria, entro il 30 giugno, pubblicheranno online sui propri siti tutti i dati relativi alle transazioni economiche con la classe medica avvenute nel 2015. Verranno quindi resi noti i nomi dei professionisti e delle societa’ scientifiche che collaborano con le imprese, specificando i compensi i relativi a partecipazione a convegni, finanziamenti di congressi, oneri per i medici relatori, per le consulenze ma anche le sovvenzioni date ad enti pubblici o ospedali per progetti di ricerca clinica. Si tratta, spiega il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, di “un cambiamento epocale”. Un passo, aggiunge, “che abbiamo deciso di fare volontariamente, laddove una legge non ce lo impone, come invece accade in Francia e negli Stati Uniti. Quindi credo abbia ancora piu’ valore”. L’iniziativa, sottolinea Cosimo Nume, responsabile Area Comunicazione della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici, “rende concreto qualcosa che e’ gia’ scritto nel codice deontologico medico e delle aziende farmaceutiche” ma serve a “fare piena luce, affinche’ non ci siano zone d’ombra nelle quali si possa introdurre un sospetto”. Rendere pubblica questa collaborazione, ha sottolineato Lorenzin, “evitera’ fenomeni distorsivi” e “aiutera’ il settore a costruire maggiore consapevolezza nella cittadinanza”. La trasparenza, ha aggiunto, “porta sempre effetti positivi”. I dati dei medici che non avranno dato la propria disponibilita’ alla pubblicazione verranno pubblicati in modo aggregato. Ma dalle stime preliminari, “l’adesione tra i medici – spiega Scaccabarozzi – e’ altissima, siamo intorno al 70%, una percentuale straordinaria” ed “e’ una grande prova di senso di responsabilita’”. Il dato, per Nume “e’ interessante ma sara’ soddisfacente quando raggiungeremo il 100% consenso alla pubblicazione”. Un obiettivo, conclude, “che siamo sicuri di raggiungere a breve”.


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