Castellammare. Due nuovi giovani magistrati: le eccellenze stabiesi

Castellammare. Due nuovi giovani magistrati: le eccellenze stabiesi

Due nuovi giovani magistrati: le eccellenze stabiesi

Castellammare di Stabia ha due nuovi giovani magistrati: Annalisa Imparato e Marco Martone. Trent’anni lei, ventotto lui hanno vinto il concorso e a inizio 2017 giureranno davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prima di cominciare il tirocinio presso la Corte d’Appello di Napoli. «Un sogno fin da bambino», per entrambi. Un percorso simile quello dei due nuovi giovani magistrati stabiesi che si sono laureati nel 2012 in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli. Per Annalisa Imparato era il secondo tentativo: «Avevo già fatto il concorso nel 2013 ma non era andato bene – racconta – Non mi sono demoralizzata, sono andata avanti e alla fine ho avuto ragione io». Figlia d’arte (suo padre Luigi è stato un portiere di calcio ed ha vestito le maglie di Milan, Bari e Salernitana, tra le altre), ha cominciato a svolgere la professione da avvocato nel 2013: «Ma il mio sogno è quello di diventare Pubblico Ministero o Procuratore – spiega Annalisa Imparato – La strada è lunga e difficile ma ho questa passione fin da piccola. Da bambina guardavo i film di mafia, raccoglievo giornali per seguire le storie. Mi piacerebbe formulare l’accusa in un processo penale, fare le indagini e collaborare con le forze dell’ordine». Non a caso la tesi per la specializzazione era incentrata sul diritto penale e il concorso esterno in mafia. 

Una scelta diversa, invece, quella di Marco Martone, 28 anni, che ha vinto il concorso al primo tentativo. La sua tesi per la specializzazione era incentrata sulla procedura civile e in particolare nel pignoramento di partecipazioni sociali. «Ancora non ho realizzato appieno quanto è accaduto – racconta emozionato – E’ una situazione surreale, forse anche un po’ inaspettata sotto tanti punti di vista ma adesso non vedo l’ora di cominciare perché finalmente ho coronato il sogno che avevo da bambino. Fin da piccolo avevo questa passione e quello di fare un magistrato era un chiodo fisso». 

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