La guida per l’assunzione degli integratori: cosa sono e a cosa servono

La guida per l’assunzione degli integratori: cosa sono e a cosa servono

La guida per l'assunzione degli integratori: cosa sono e a cosa servono

Alleati per invecchiare bene, proteggere cuore e cervello, salute e bellezza delle donne. Un pool di 8 esperti italiani fa il punto sugli INTEGRATORI alimentari firmando una Review sul tema, presentata oggi a Milano durante un incontro promosso da INTEGRATORI Italia – associazione italiana industrie prodotti alimentari, che fa chiarezza sia sui principi attivi che sulle diverse esigenze nelle varie fasi della vita. Il risultato è una guida al corretto uso di questi prodotti, con consigli a misura di età. Nonostante la difficoltà di dimostrare scientificamente un beneficio clinicamente rilevante sul mantenimento dello stato di salute e benessere, spiegano gli esperti, esiste un numero significativo di pubblicazioni “di alto livello qualitativo” che conferma quanto i diversi componenti degli INTEGRATORI, dalle vitamine ai probiotici, “svolgano effettivamente tale ruolo”. E “sebbene l’adozione di uno stile alimentare vario ed equilibrato sia ritenuta sufficiente per garantire i nutrienti necessari – osserva Franca Marangoni, responsabile Ricerca Nutrition Foundation of Italy – sempre più osservazioni epidemiologiche supportano la necessità di una maggiore attenzione alla copertura del fabbisogno nutrizionale e al sostegno delle funzioni fisiologiche”.Nella review si affrontano diversi aspetti di interesse per le varie fasce d’età. 

PER INVECCHIARE BENE. “L’infiammazione silente – spiega Benvenuto Cestaro, università degli Studi di Milano – è il primo mezzo di difesa dell’organismo. Un processo di bassa intensità ma cronico, che può portare ad un esaurimento del sistema immunitario. Per contrastarlo, è utile una dieta antiinfiammatoria, con limitata assunzione di acidi grassi idrogenati, acidi grassi saturi e acidi grassi omega-6 (privilegiando i monoinsaturi come l’olio di oliva), una ridotta assunzione di zuccheri semplici e un incremento di carboidrati integrali. L’integrazione a base di acido linolenico, cardiolipine e/o specifici fosfolipidi precursori delle cardiolipine si sta rivelando di estrema utilità a prevenire e riparare i danni mitocondriali”. 

CERVELLO E CUORE. “Il cervello è molto esposto allo stress ossidativo e di conseguenza invecchia più precocemente – spiega Giovanni Scapagnini, università degli Studi del Molise – Oltre al glucosio, da cui dipendono le funzioni cerebrali, risultano fondamentali le vitamine, in particolare del gruppo B, gli omega 3, i fosfolipidi e L-acetil carnitina (Lac). Ulteriori sostanze ‘non nutrienti’ con capacità di ridurre il danno ossidativo, sostenere il normale tono dell’umore e migliorare le capacità mnemoniche sono le antocianine e le procianidine del mirtillo, le catechine del tè, i flavanoli del cacao, il resveratrolo e la curcumina, le epicatechine del cacao e l’omotaurina di alcune alghe marine”. Per il cuore, aggiunge Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy, va considerata l’importanza della gestione del profilo lipidico. “Di documentata efficacia” su tale parametro “i fitosteroli, gli integratori a base di riso rosso fermentato, il beta-glucano, la berberina, i grassi polinsaturi della famiglia degli omega-3”. “La ricerca – spiega Vincenzo de Leo, università degli Studi di Siena – ci sta dando riscontri da integratori alimentari contenenti specifiche sostanze   naturali, come ad esempio la cannella per la dismenorrea, trattamenti a base di vitamina B1 per alleviare i sintomi fisici e psichici della sindrome premestruale, fitoestrogeni di origine vegetale in associazione a calcio, vit. D, agnocasto, iperico per contrastare i sintomi neurovegetativi nella delicata fase della vita legata alla menopausa. Interessanti anche i dati su caffeina, retinolo, loto (Nelumbo nucifera), carnitina per il trattamento della cellulite”. 

PASSIONE BOTANICALS. “Per inquadrare il mercato degli INTEGRATORI a base di piante – dice Patrizia Restani, università degli Studi di Milano – ci sono i risultati del Progetto PlantLIBRA, che ha coinvolto 2.400 consumatori in 6 paesi europei: Finlandia, Germania, Italia, Romania, Spagna, Gb. Nel nostro Paese coinvolte 4 città: Milano, Venezia, Roma e Catania. Emerge un profilo del consumatore mediamente colto e con un sano stile di vita. Le piante più amate e richieste degli italiani: Aloe, Finocchio, Valeriana, Ginseng, Mirtillo, Passiflora, Melissa, Guaranà, Tarassaco, Carciofo”. 

I PROBIOTICI. “La ricerca da 20 anni ritiene quello dei probiotici un settore in cui investire risorse per l’avanzamento delle conoscenze del rapporto fra salute e batteri, identificando questi ultimi non più nei soli agenti patogeni bensì come potenziali mezzi per il mantenimento di un buono stato di salute”, spiega Lorenzo Morelli, università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. “Tuttavia, pur a fronte dell’imponente quantità di ricerca e sviluppo svolta, allo stato dell’arte l’unico claim ammesso da Efsa è relativo all’azione idrolitica sul lattosio delle colture batteriche usate per produrre lo yogurt. Oggi le linee di ricerca ammissibili sui probiotici secondo Efsa sono principalmente focalizzate sulle aree: discomfort gastro-intestinale (adulti affetti da sindrome da colon irritabile, neonati con coliche gassose); difese immunitarie contro agenti patogeni (i probiotici si sono rivelati utili nella riduzione delle infezioni delle vie respiratore superiori e nell’incidenza delle infezioni da Clostridium difficile) e benefici nella risposta agli allergeni”.


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