Conti, il miglior numero 7 al mondo. Per un’estate

Conti, il miglior numero 7 al mondo. Per un’estate

Conti, il miglior numero 7 al mondo. Per un’estate

Bruno Conti è stato uno dei migliori numeri 7 d’Italia ed è stato la miglior ala destra del mondo al momento giusto. Nella storia dell’Italia calcistica il suo nome è legato alla vittoria del mondiale dell’82. Senza enfasi nazionalistica, Paolo Rossi e Bruno Conti, sono stati i migliori giocatori del mondo per il breve tempo di quelle poche partite della seconda fase del Mundial spagnolo. Rossi diventa Pablito e Conti diventa Marazico, un po’ Maradona, un po’ Zico. Un tempo e un luogo irripetibili che consegna due buoni giocatori al Mito Calcistico in quel luglio dell’82. E’ la vittoria finale degli uomini di Bearzot a suggellarne la leggenda perché le loro storie, prima di quei giorni, somigliavano a troppe altre. Non è che Conti non sia stato un ottimo giocatore, per altro in un periodo di tanti buoni numeri 7 italiani, ma il suo particolare caracollare sulla fascia è legato a quel mondiale al quale ha rischiato di non partecipare per un infortunio. Fu Bearzot ad aspettarlo fino all’ultimo respiro.

Nel suo palmares ci sono 5 coppe Italia, una finale di Coppa dei Campioni persa a Roma (suo uno dei rigori sbagliati) e il memorabile scudetto giallorosso 83. Di quella Roma fu sicuramente uno dei protagonisti, ma quell’irripetibile successo è lo scudetto di Falcao, di Liedholm, di Di Bartolomei, di Pruzzo e anche se l’apporto di Conti non fu meno essenziale di quello di tutti questi, Bruno non era l’uomo squadra, il riferimento, l’elemento che aveva determinato il salto di qualità anche di personalità di quella squadra.

Romano di Nettuno, ha legato il suo calcio alla Roma, le due parentesi a Genova non hanno aggiunto e tolto niente al suo curriculum. I suoi esordi sportivi sono con il baseball (Nettuno è la capitale italiana di questo gioco) ed era una vera promessa anche in virtù di un fisico compatto ed esplosivo. A Roma, dove negli anni si sono si sono sprecati, per i calciatori, appellativi come Re, Principe, Imperatore…Conti è stato “il Sindaco” un titolo importante ma meno divino di altri, ad indicare come Bruno fosse considerato il talentuoso figlio dei vicini di casa. E’ stato dirigente delle giovanili della Roma e con papà De Rossi ha ottenuto numerosi successi. Negli ultimi anni è stato più una bandiera che un uomo che abbia contato realmente. Nel 2005 ebbe una comparsata come allenatore della prima squadra. Ha pagato la sua innata riservatezza, inadeguata ad un Calcio che stava diventando più spettacolo che sport. Bruno arrivava fino in fondo e poi crossava. Ad altri il gol e la fama.


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