Arpa rubata. Raccolti 2mila euro per Zena, la sua arpa suonerà ancora

Arpa rubata. Raccolti 2mila euro per Zena, la sua arpa suonerà ancora

Raccolti 2mila euro per Zena, la sua arpa suonerà ancora

Circa 2mila euro raccolti per Zena Rotundi, l’artista di strada a cui una settimana fa avevano rubato l’arpa. Per la giovane pugliese, che risiede a Napoli da quasi 20 anni, era partita una gara di solidarietà promossa da Pino De Stasio, consigliere della seconda Municipalità e titolare del bar Settebello. Proprio il locale, che ha sede tra via Benedetto Croce e via San Sebastiano, era divenuto il punto di raccolta di fondi per consentire alla ragazza di riacquistare lo strumento. Altro punto raccolta è in via San Giovanni Maggiore Pignatelli, presso il negozio del fotografo Rosario Morisieri. Un gesto di solidarietà collettiva a cui tutto il centro storico si era dedicato per ridonare il sorriso a Zena, affranta dopo il furto subito. Un suono melodioso, quello della sua arpa, che coinvolgeva i passanti all’ingresso della basilica di Santa Chiara fino a una settimana fa. Tanti, adulti e bambini, restavano ammaliati da quel suono melodioso che diveniva ancora più suggestivo a ridosso della chiesa duecentesca. Peccato che a Zena qualcuno abbia sottratto quello strumento fondamentale per la sua arte. L’artista di strada, 37 anni e originaria di Foggia, ha subito il furto dell’arpa sabato scorso. Un’amara scoperta per la giovane quando si è recata nel deposito di vico Pallonetto, dove la teneva custodita. Un furto seguito dalle minacce che la ragazza avrebbe subito in forma anonima su Facebook 10 giorni prima. Una grave perdita per la musicista, dato che il costo dello strumento si aggira sui 2mila euro. Da qui è partita la gara di solidarietà di De Stasio, che aveva sottolineato come «con la sua arpa Zena faccia parte del patrimonio culturale del centro storico. Non possiamo lasciarla sola e dobbiamo aiutarla a riacquistare il suo strumento». E solo al bar Settebello è stata raggiunta la cifra di 1.300 euro, frutto delle numerose donazioni. A questi si sono aggiunti altri 600 euro (di cui 300 raccolto dagli An Arpec durante il concerto di domenica scorsa per la festa europea della musica) che Zena ha raccolto e a cui – si spera – se ne aggiungeranno altri per consentire alla ragazza di ricomprare il suo strumento. Il ricavato dell’iniziativa di beneficenza è stato consegnato ieri al bar Settebello, alla presenza di Zena, De Stasio, di Ferdinando Kaiser e di Nonno Lupo, altro artista di strada del centro storico. Soddisfatta Zena, ha ricordato quanto sia fondamentale per lei suonare l’arpa: «Mentre d’inverno faccio lezioni private di latino, greco e filosofia, quando chiudono le scuole la mia unica fonte di sostentamento è questo strumento. Spero ancora che qualcuno me la restituisca, ma se così non fosse la ricomprerò grazie alla solidarietà e all’umanità che mi hanno dimostrato in tanti». Fa pensare tra l’altro che proprio in questi giorni il Comune abbia installato le telecamere nella zona di Santa Chiara. Un intervento che riaccende i riflettori sul tema sicurezza al centro storico, anche dopo la morte del ragazzo caduto per essersi arrampicato sull’obelisco di piazza San Domenico due settimane fa.


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