Poggioreale, scempio al cimitero monumentale: tombe vandalizzate e ossa umane tra i viali

Poggioreale, scempio al cimitero monumentale: tombe vandalizzate e ossa umane tra i viali

Scempio al cimitero monumentale: tombe vandalizzate e ossa umane tra i viali

«Felice di aver lasciato questo mondo». La frase scritta sulla lapide è quella di una donna nata nel 1928. Una frase come tante quando si passa a miglior vita. E che dire delle ossa umane che sono in bella mostra passando per i viali abbandonati e ricoperti da sterpaglie? Una scena raccapricciante, considerato il fatto che spesso di qui ci passano anche bambini accompagnati dai genitori. Se non fosse che quella è una delle numerosissime lapidi rimaste scoperchiate al cimitero monumentale di Poggioreale. Loculi vandalizzati, bare di legno con i resti mortali dei defunti, colonne e capitelli spezzati, marmi ridotti a reperti archelogici e, come se non bastasse, roghi in pieno giorno davanti alle tombe. Eccolo il quadro dell’abbandono nel più grande sito sepolcrale della città di Napoli. Un cimitero che di monumentale, tranne il nome, ha ormai solo il degrado e l’incuria. Ogni giorno infatti i cittadini sono costretti ad attraversare questa specie di territorio di guerra, per andare a far visita ai loro familiari che vi sono sepolti. Un’altro scempio, dopo lo scandalo delle cappelle ristrutturate e rivendute illegalmente da imprenditori senza scrupoli, nelle cui tasche sono finiti negli ultimi anni centinaia di migliaia di euro. Un danno di proporzioni enormi per il Comune di Napoli, oltre che per i tantissimi cittadini truffati, come denunciato da Metropolis sul numero di domenica scorsa. Ma ancor più grave è lo stato di abbandono in cui versa il camposanto napoletano. A denunciare lo scempio sono gli stessi cittadini, che hanno documentato con foto e video il degrado e le condizioni igienico-sanitarie allarmanti del sito. «Scale pericolanti, viali pieni di sterpaglie dove bisogna fare lo slalom per raggiungere le cappelle e marmi killer nei quali è facile incorrere e rimanere vittime di rovinose cadute. E che dire dello smaltimento illegale di legname, materiali di risulta e fogliame?». Questo il grido d’allarme di Alfredo Di Domenico, che ancora una volta ha fotografato l’immagine di una Napoli che non ha solo il lungomare liberato, ma anche luoghi dove ogni giorno affluiscono migliaia di napoletani che osservano una cartolina tutt’altro che suggestiva. Tanti i cittadini scoraggiati, come Rosario Massi: «C’è un degrado molto avanzato. Anche chi lavora all’interno del cimitero non sa più cosa fare. Il cittadino ha tutti i diritti di trovare un luogo dignitoso dove i suoi cari riposino in pace. Ecco perché ci appelliamo alle istituzioni comunali appena elette: aiutateci, perché quando voi avete bisogno di noi cittadini siamo sempre presenti». Sulla stessa lunghezza d’onda Rosa La Manna: «Uno dei più antichi cimiteri di Napoli versa nel degrado totale. Chiediamo di ripristinare questo luogo sia per noi che veniamo qui ogni giorno, sia per i nostri cari che non ci sono più».


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