Addio Vincenzo. Stasera una fiaccolata per ricordarlo

Addio Vincenzo. Stasera una fiaccolata per ricordarlo

Addio Vincenzo. Stasera una fiaccolata per ricordarlo

 Un corteo ha accompagnato questa sera per le strade di Piedimonte MATESE(Caserta) la salma di Vincenzo D’Allestro, il 46enne manager dell’abbigliamento ucciso a Dakka in Bangladesh. L’arrivo del feretro e’ previsto intorno alle 20.30. La marcia silenziosa dei cittadini, con fiaccole e magliette fatte ad hoc per ricordare Vincenzo, è partita dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Piedimonte,è proseguita per le strade del centro matesino fino al Chiostro di San Domenico di piazza Ercole D’Agnese dove e’ stata allestita la camera ardente. I funerali si terranno domani mattina alle 10 alla chiesa di Santa Maria Maggiore e saranno celebrati dal Vescovo Valentino Di Cerbo. Il lutto cittadino sara’ proclamato solo per l’arco di tempo in cui si svolgeranno le esequie. “E’ stata Maria Assunta (moglie di D’Allestro, ndr) a chiedere al sindaco di limitare la durata del lutto cittadino – dice Emiddio Bianchi, cugino della moglie di D’Allestro – ha detto che la vita va avanti. In questi giorni sta mantenendo un’incredibile lucidita’ nonostante una tragedia enorme; amava profondamente Vincenzo ma grazie alla vicinanza di parenti e amici sta sicuramente affrontando la situazione con maggiore forza”. “La citta’ si unira’ al dolore della famiglia e dara’ l’ultimo saluto a Vincenzo, invito pertanto i giornalisti a seguire un comportamento discreto e rispettoso del dolore dei familiari, che hanno espresso la volonta’ di rimanere in silenzio” dice il sindaco di Piedimonte Vincenzo Cappello, che ricorda poi i momenti carichi di emozione vissuti ieri all’arrivo a Ciampino delle bare da Dakka con l’aereo di Stato; il primo cittadino era presente con la moglie di D’Allestro e gli altri familiari. “Molti familiari delle vittime si conoscevano gia’, visto che parte di loro lavorava nel settore tessile. Il momento piu’ toccante – ha detto – quando tutti si sono gettati sulle bare, come a non voler lasciare andare i propri cari”. 


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