Rapine, estorsioni e attentati: scacco alla gang che copiava “Gomorra”

Rapine, estorsioni e attentati: scacco alla gang che copiava “Gomorra”

"Gomorra" a Pavia, 24 arresti

Si ispiravano alla serie tv ‘Gomorra’ i 24 giovani arrestati in un’operazione dei carabinieri di Pavia che ha portato a smantellare un’organizzazione per delinquere finalizzata al traffico di armi e ad altri reati come rapine, estorsioni, incendi, attentati dinamitardi, danneggiamenti con l’uso di armi o ordigni artigianali. Sono 56 le persone indagate.

Le manette sono scattate nei confronti di uomini della zona – Vigevano, Gambolò, Garlasco, Alagna, Cassolnovo, Gravellona Lomellina, Torre d’Isola e Buccinasco – i quali negli ultimi anni non hanno esitato ad armarsi con l’intento di trasformarsi “da giovani malavitosi a boss di spessore ottenendo il pieno controllo del territorio sulla città di Vigevano e della Lomellina più in generale”, spiegano i militari.

I componenti dell’associazione a delinquere, arrestati a vario titolo nell’inchiesta coordinata dalla procura, ispirandosi ai personaggi criminali della fiction televisiva, non hanno esitato a esaltare il loro ‘programma criminale’, con tanto di video musicale rap postato sul web.

Tra le persone arrestate c’è anche il padre della 12enne che ha assistito impotente all’omicidio della madre.

All’associazione è stato sequestrato un vero arsenale. In particolare vengono contestati, a vario titolo, 14 episodi fra detenzioni o cessioni illegali armi, cinque estorsioni, 21 incendi di cui quattro commessi a fini estorsivi, 14 per danneggiamento, tre per truffe in danno di compagnie assicurative. E ancora: sei danneggiamenti di cui la metà a fini estorsivi, 14 furti in abitazioni ed esercizi commerciali, tre tentate rapine a negozi, numerose truffe ai danni di compagnie assicurative mediante falsi incidenti, numerossissimi episodi di spaccio di droga.

I componenti del gruppo che ha tentato di conquistare Vigevano e la zona della Lomellina – “grazie a una marcata penetrazione nel tessuto sociale e commerciale e con aderenze – secondo gli investigatori – in alcuni settori della pubblica amministrazione che ne hanno amplificato la pericolosità” – si vantavano dei loro misfatti con le amanti e con i figli che portavano sui luoghi dei reati “per ostentare il loro operato ai fini di indottrinamento”. Durante gli arresti e le perquisizioni, ancora in corso, i militari hanno sequestrato una pistola calibro 7,65, un fucile ‘a pompa’ e un fucile semiautomatico, tutti con matricola abrasa. Sequestrati anche altri quattro pistole e quattro fucili, sebbene denunciati come detenuti nell’abitazione del padre di uno degli arrestati, erano a casa di quest’ultimo.

Sono state inoltre sequestrate 20 piante e 300 grammi di marijuana, 60 dosi di cocaina e 150 grammi di hashish. E ancora: due targhe di auto risultate rubate, 6.000 euro in contanti e sei banconote da 50 euro false. Per il gip di Pavia gli arrestati – ora rinchiusi a Pavia, Vigevano, Voghera e San Vittore – sono stati considerati “concretamente e notevolmente pericolosi”, trattandosi di persone che hanno agito all’interno di un contesto organizzato, “con ampia disponibilità di armi e che hanno dimostrato di aver fatto della commissione di delitti un’abitudine di vita”.

Durante l’indagine, che si è servita anche di intercettazioni, emerge tutto il linguaggio criminale: i ‘cani con il guinzaglio’ erano le forze dell’ordine in divisa, i ‘cani senza guinzaglio’ quelli in borghese. A testimoniare, secondo gli inquirenti, la “notevole pericolosità dell’associazione” c’è “l’elevato numero di armi di cui il gruppo ha avuto la disponibilità, precisamente non meno di ventisette armi da fuoco, talune delle quali clandestine e talune provento di furto”. Un vero e proprio arsenale composto anche da armi di notevole capacità offensiva.


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