Caos Piano di zona, i piccoli comuni chiedono pari dignità

Caos Piano di zona, i piccoli comuni chiedono pari dignità

Sproporzioni nei servizi sociali integrati nell'Agro

 L’inchiesta dell’Antimafia che coinvolge Scafati rischia di bloccare anche i servizi sociali nei Comuni di Angri, Corbara e Sant’Egidio che fanno parte del nuovo Ambito creatosi dopo lo spacchettamento del Piano di Zona S1. Ieri gli amministratori dei quattro enti si sono riuniti per fare il punto della situazione, non nascondendo la preoccupazione per le ultime vicende registratesi a Scafati. «Sapevamo che la suddivisione pure necessaria del vecchio Piano S1 avrebbe prodotto gravi problemi di gestione del passaggio al nuovo sistema,  su tematiche che non possono accettare per ovvi motivi neppure per un secondo interruzioni di prestazione verso i cittadini», ha detto Pietro Pentangelo, sindaco di Corbara. «Tuttavia la delicatezza del settore sociale impone una cautela nelle scelte assolutamente necessaria. Non si può clonare il vecchio Piano di Zona con i suoi mille difetti ma neppure si può scegliere di moltiplicare gli organismi di comando e controllo. Aumentando così i costi ci si muove su logiche di puro diritto societario per gestire tematiche di tipo sociale  come propone Angri con la società consortile». 

Secondo Pentangelo, dunque, i Comuni più piccoli dell’Ambito S1 finirebbero per essere le mosche cocchiere dei grandi e questo Pentangelo, condividendo la stessa idea di Felice Carpentieri, sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino, lo sa bene. «In materia di servizi sociali non possiamo consentirlo a nessuno. Pari responsabilità, pari dignità decisionale in tema di sistema integrato di servizi sociali. Siamo tuttavia aperti al confronto e se dovesse prevalere come sembra la strada della convenzione ex articolo 30 della legge numero 267 lo faremmo solo perché è il male minore ma certo solo ottenendo dal Comune capofila che la Regione per ora ha indicato in Scafati ampissime garanzie di gestione e di rendicontazione dei flussi finanziari e dei servizi erogati con precise clausole convenzionali. Certo avrei preferito che i sindaci avessero avuto la forza di scegliere come io chiedevo la strada dell’Unione dei comuni ma è un percorso che alcuni non condividono». Mercoledì prossimo, intanto, sindaci e tecnici chiuderanno la questione e si predisporrà la delibera dei consigli comunali.


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