Boscoreale. Comune in deficit, aumenta tutto: anche il pasto ai bambini

Boscoreale. Comune in deficit, aumenta tutto: anche il pasto ai bambini

Boscoreale. Comune in deficit, aumenta tutto: anche il pasto ai bambini

In arrivo una nuova stangata per i cittadini. La mensa scolastica avrà un costo di compartecipazione a carico degli utenti (residenti e non residenti) pari al cento per cento del costo del servizio. Una scelta, quella della giunta Balzano che giovedì scorso ha approvato le nuove tariffe, che tiene conto della proposta del caposettore alla pubblica istruzione per cercare di pareggiare i conti in bilancio. Così come già anticipato le settimane scorse, il Comune batte cassa e sta intervenendo un po’ in tutti i settori per cercare di recuperare un passivo di circa 5 milioni di euro. Dalle nuove tariffe, l’ente conta di incassare oltre 250 mila euro nel periodo ottobre 2016-maggio 2017. Nello specifico,    per  il  periodo  ottobre-dicembre 2016, riferito all’esercizio finanziario 2016, l’amministrazione punta a un incasso di circa 87.300 euro. Nello stesso tempo, la giunta Balzano si riserva, successivamente all’aggiudicazione della gara pluriennale del servizio, in corso di espletamento presso la Stazione Unica Appaltante, di meglio quantificare l’ipotetica previsione d’incasso alla luce del ribasso d’asta che sarà praticato, tenendo comunque conto che l’importo stimato avrà valore puramente indicativo, in dipendenza della particola-re tipologia dell’utenza, che è quella scolastica, destinataria di un servizio che risulta strettamente correlato alle reali esigenze delle istituzioni scolastiche. La stangata fa seguito alla nota del Ragioniere generale che ha espresso la necessità di aumentare il grado di compartecipazione degli utenti al costo di mensa scolastica ritenendo di poter incassare circa 150mila euro in più rispetto allo scorso anno scolastico, con copertura del 100% del costo di servi-zio. Lo stesso ragioniere sotto-linea che attualmente la gara per l’affidamento del servizio è in corso di espletamento e quindi, fino all’aggiudicazione definitiva, non può essere stabilito il costo del singolo pasto, stimato tra i 4 euro e 4 euro e 25 centesimi di euro. In tal senso, per i nuclei familiari che hanno un reddito  Isee  fino  a  3mila  euro, pagheranno un contributo di 54,60% rispetto al 42% dell’anno scorso. Per chi ha  un  reddito  annuo  fino  a 6mila euro pagherà il 60,81% (46,78% lo scorso anno), fino ad arrivare all‘81,07% dei pasti per i redditi oltre i 10.633 euro. Ma la mazzata arriva soprattutto per gli studenti non residenti. Si passa da una quota base del 78% per le famiglie che hanno reddito da 0 a 3mila euro, 84,5% per chi ha reddito fino a 6mila euro. Pagheranno un contributo del 91% le famiglie con reddito fino a 9mila euro, del 97,5% per redditi fini a 10.633 euro e il 100% del costo del pasto per chi ha un reddito superiore ai 10.633 euro.


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