Ritrovati 8 neonati morti nel ripostiglio degli orrori. La confessione della madre

Ritrovati 8 neonati morti nel ripostiglio degli orrori. La confessione della madre

Ritrovati 8 neonati morti nel ripostiglio degli orrori. La confessione della madre

E’ cominciato presso il tribunale di Coburgo, nel sud della Germania, il processo contro i genitori degli otto neonati ritrovati morti l’anno scorso nella casa della coppia. Andrea Goeppner, 45 anni, e’ accusata di omicidio quadruplo. L’ex marito, Johann Goeppner, 55, di favoreggiamento. La madre in aula ha confessato l’omicidio di diversi bambini, senza pero’ essere in grado di dire con esattezza il loro numero. I due – che avevano entrambi due figli da precedenti relazioni e ne avevano avuti altri tre insieme- secondo l’accusa, “non volevano vedersi limitati da altri figli”: un caso di “egoismo sessuale”. La donna ha lasciato al suo avvocato il compito di descrivere come metteva al mondo i figli e se ne sbarazzava. “Reagiva sempre allo stesso modo”, ha raccontato il legale, all’inizio del processo: li partoriva da sola,avvolgeva il neonato in un asciugamano e una volta che cominciava ad urlare, lo soffocava, senza badare al fatto che mostrasse segni di vita o meno. L’accusa parla di quattro omicidi, perche’ negli altri casi l’avanzato stato di decomposizione dei corpicini ritrovati non ha permesso di stabilire se i bambini fosse nati vivi; e in un caso, sembra essersi trattato di un feto morto. Il caso venne alla luce nel novembre scorso, nella piccola localita’ bavarese di Wallenfels, quando la coppia era gia’ separata. Una persona chiamo’ i servizi di soccorso dopo aver trovato il cadavere di un bebe’ trovato nell’abitazione; successive ricerche portarono la polizia a trovare gli altri cadaveri. La donna aveva abbandonato qualche mese prima l’abitazione familiare e fu arrestata in una pensione di un paesino vicino, insieme al suo nuovo compagno. Secondo il procuratore, il marito sapeva delle gravidanze e quindi immaginava che la moglie avrebbe ucciso i bambini: considerava dunque l’azione accettabile e non la scoraggiava; anzi la sua passivita’ in qualche modo incoraggiava la moglie ad agire. La madre e il marito avevano consigliato la 45enne a sterilizzarsi, senza convincerla. Quando era rimasta di nuovo incinta nel 2003, lo aveva detto al marito, ma lui aveva reagito “molto arrabbiato” e aveva chiesto un aborto. In tribunale, La 45enne non ha saputo dire esattamente quanti bambini abbiano vissuto dopo la nascita: “Forse due, tre o quattro”, ha detto. Dopo aver infilato i feti in una busta di plastica, metteva i corpicini in una sauna, che serviva da ripostiglio. Dopo l’arresto, in prigione e’ stata sottoposta a esami psichiatrici. Il processo dovrebbe arrivare a sentenza mercoledi’ prossimo. Uno studio compito in Germania nel 2015 e’ arrivato alla conclusione che ci sono ogni anno circa 50 casi di uccisioni neonatali: se un primo omicidio passa inosservato,  aumenta il rischio che si ripeta.


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