Il Vesuvio brucia, ansia e proteste da 5 comuni della zona

Il Vesuvio brucia, ansia e proteste da 5 comuni della zona

Il Vesuvio brucia, ansia e proteste da 5 comuni della zona

Fumo dal Vesuvio. Da Terzigno a Ottaviano, e’ questa la scena che da giorni regala il vulcano che domina il golfo di NAPOLI. Ma l’attivita’ eruttiva non c’entra. Sembrava la bravata di un piromane l’incendio divampato nei giorni scorsi ma oggi, complice il vento, le fiamme hanno ripreso vigore tanto da impegnare a lungo vigili del fuoco e servizio Antincendio della Regione nell’opera non ancora portata a termine di spegnimento. Eppure stamani sembrava sotto controllo l’incendio che interessa l’ampia area boschiva del Parco Nazionale del Vesuvio e i territori di numerosi comuni della zona. Poi ci si e’ messo il vento a ravvivare i focolai ancora attivi. Metri e metri di macchia mediterranea sono andati in fumo con fiamme visibili dalle abitazioni di diversi comuni del Vesuviano, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Boscotrecase e Boscoreale. Proprio nel campo sportivo di Terzigno e’ stata approntata una centrale operativa per far fronte all’emergenza con l’allestimento vasche d’acqua da cui gli elicotteri del Servizio Antincendio della Regione Campania (quattro) prelevano continuamente acque per cercare di arrestare l’avanzata del rogo che si fa fatica a domare. L’evoluzione dell’incendio e’ seguita sui social network dalla popolazione con post, video divenuti ben presto virali, foto e commenti di denuncia e preoccupazione. Nelle ultime ore si e’ aperto un grosso fronte a Boscotrecase, ma anche San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano sono comuni lambiti dall’incendio. In azione ci sono due Canadair e quattro elicotteri del servizio Antincendio. Il rogo, a macchia di leopardo, sta generando tanto fumo ma ad andare a fuoco, piu’ che gli alberi, e’ soprattutto il sottobosco. Sul posto gli uomini del Corpo Forestale dello Stato e della Protezione Civile, vigili del fuoco e volontari. Tra loro anche il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, il presidente del Consiglio comunale e numerosi consiglieri. “Quanto e’ successo ci fa capire che abbiamo bisogno di un controllo piu’ assiduo dell’area – dice Agostino Casillo, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – inoltre sono alte le probabilita’ che l’incendio sia di natura dolosa: e’ partito da quattro focolai e questo fa pensare forse a un disegno criminale. La Forestale accertera’ e individuera’ gli eventuali responsabili”. 


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