Erdogan contro l’Italia: “L’indagine su mio figlio a Bologna mette a rischio rapporti con Italia”

Erdogan contro l’Italia: “L’indagine su mio figlio a Bologna mette a rischio rapporti con Italia”

"L'indagine su mio figlio a Bologna mette a rischio rapporti con Italia"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha attaccato oggi l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, per le critiche rivolte ad Ankara riguardo alle misure adottate dopo il fallito golpe del 15 luglio. “Non avrebbe dovuto parlare da fuori. Mogherini, prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia! Se viene bombardato il parlamento italiano, che succede? La Mogherini, che e’ italiana, come reagisce? Direbbe che hanno fatto bene a bombardarlo? Di essere preoccupata dai processi che seguirebbero?”, ha detto Erdogan intervistato da “Rai News 24”. Il capo dello Stato turco ha ribadito inoltre che “Se l’Unione europea non concedera’ la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, Ankara non rispettera’ piu’ l’accordo di marzo sui migranti”.

Infine Erdogan ha consigliato all’Italia di lasciar perdere l’inchiesta aperta sul figlio Bilal. “La vicenda dell’indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficolta’ le nostre relazioni con l’Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia”, ha detto Erdogan. Bilal Erdogan e’ accusato di riciclaggio dopo un esposto presentato da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del padre. Nell’esposto si chiedeva di indagare su eventuali somme di denaro portate in Italia da Bilal. Il 20 luglio il Gip ha concesso ai Pm della procura di Bologna la proroga delle indagini, al termine dell’udienza fissata dopo che il difensore, l’avvocato Giovanni Trombini, si era opposto. Erdogan si era trasferito a Bologna nell’autunno del 2015, per completare un master alla Johns Hopkins University. A marzo 2016 aveva lasciato la citta’ per “motivi di sicurezza”. I Pm, scaduto il termine di sei mesi dall’iscrizione, avevano chiesto la proroga per attendere ulteriori esiti investigativi, non escludendo rogatorie estere.


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