Guerra Rosina-Catania, la Salernitana fa la Svizzera

Guerra Rosina-Catania, la Salernitana fa la Svizzera


Il mercato della Salernitana resta legato a doppio filo all’evoluzione della vicenda Rosina. La storia è ormai arcinota, fa quasi scivolare nel tedio, ma il riassunto delle puntate precedenti è fondamentale per dare un’esatta lettura alle parole – affidate all’agenzia Italpress – proferite ieri da Lo Monaco, amministratore del Catania che detiene, suo malgrado, ancora la titolarità del cartellino dell’ex Zenit. Il club etneo, appena saputo dell’accordo raggiunto tra il calciatore (rappresentato dal fratello, ch’è anche suo procuratore) e la Salernitana ha messo lo champagne in fresco, però prima di stapparlo ha bisogno di saldare le ultime pendenze. Ché Rosina non ha alcuna intenzione d’andarsene come un salutato ospite. 

Di qui lo “sfogo” di Lo Monaco: «Sappiamo tutti lo stato di salute del Catania che cerca di uscire fuori da una situazione finanziaria difficilissima. Purtroppo questa presa di posizione di Rosina, che firmerà per la Salernitana solo se la nostra società gli pagherà una buonuscita di 250mila euro, è un bel guaio. Pensate che se dovesse saltare l’affare con i granata, il nostro tetto ingaggi salirebbe vertiginosamente e la Lega Pro potrebbe non ratificare tutti i contratti presentati per i calciatori acquistati. Una situazione paradossale che sinceramente non mi fa stare sereno. Il giocatore pretende altri 150mila euro e aspettiamo la decisione del Collegio Arbitrale. Se gli daranno ragione, onoreremo l’impegno, così come pagheremo anche lo stipendio di luglio, ma andare oltre mi sembra fuori luogo. Auspico che il calciatore faccia un passo indietro».

Della serie, “vorrei ma non posso pagarti, visto che hai la Salernitana che t’aspetta, fa’ come se avanzassi nulla”, la versione del Catania. Rosina risponde “manco per sogno”, e allora ecco che i tempi s’allungano, in questa guerra in cui i granata fanno la Svizzera (neutrale). Telenovele simili – non è la prima né sarà l’ultima – d’estate possono riservare clamorose sorprese. Eppure, a dar retta a “voci di dentro”, l’affare non è a rischio. «Come se Rosina fosse già all’Arechi», raccontano i muri. Alla faccia della scaramanzia…

 

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