Salerno, le mani della camorra sui braccianti

Salerno, le mani della camorra sui braccianti

Emergenza per lo sfruttamento degli stranieri

Il mercato delle braccia nella provincia di Salerno fa leva su migranti e clandestini, con in alcuni casi la camorra a gestire un mercato milionario dove i  caporali assurgono ancora a protagonisti.  Sono stati definiti gli schiavi del terzo millennio ma non bisogna guardare lontano, fanno parte del mondo del comparto agricolo che nella provincia di Salerno è composto da circa 27mila lavoratori a cui aggiungere i “fantasmi” ossia i braccianti che lavorano a nero. Una media di compenso, quando arriva, che si attesta sui 22 euro al giorno. E’ la storia di tanti, la storia di Samir Harchich: lui che si definisce marocchino salernitano, da anni in Italia ha superato una fase difficile della sua vita ma continua a lottare per non cadere nelle grinfie dello sfruttamento. Lui che nella nostra provincia si è innamorato e ha deciso di restarci a vivere: “Ora i caporali vanno a cercare rifugiati perché non sanno niente, magari nei loro paesi prendevano anche meno. Bisogna capire chi c’è dietro i caporali, sono i datori di lavoro a creare questo fenomeno, gli regalano la macchina e gli danno strumenti per farlo. A me è successo all’inizio di essere sfruttato, quando ho imparato la lingua sono cominciati i problemi, ora so l’italiano e faccio finta di non capire tante cose”. 

Fino a ieri  lavoravano nei campi marocchini, rumeni e indiani. “Adesso si trovano tantissimi rifugiati. – ha rivelato Anselmo Botte della Cgil – Ci sono tanti ragazzi che stanno arrivando a Salerno con i vari sbarchi, sono circa 1700 in Provincia di Salerno, risiedono nei centri di accoglienza e sappiamo che anche questi centri di accoglienza sono visitati da caporali che caricano la mattina alle 5 questi ragazzi e li fanno lavorare nei campi. E’ tutto regolare, perchè dopo 2 mesi qui in Italia loro hanno un permesso di soggiorno ma sono più fragili rispetto a chi sta qui da più anni. C’è chi riesce a tenere i salari intorno ai 30 euro al giorno, invece questi giovani appena arrivati sono a rischio. Provincia di Salerno ultimamente nell’occhio anche del Cles, il centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro, come ha rivelato la segretario Flai Cgil Giovanna Basile:”Sui controlli effettuati dal Cles che stanno avvenendo nella provincia di Salerno emerge tanto lavoro nero ma soprattutto tanti clandestini”


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