Cadde da un’impalcatura: il cuore dell’operaio Luigi ha smesso di battere

Cadde da un’impalcatura: il cuore dell’operaio Luigi ha smesso di battere

Cadde da un'impalcatura: il cuore dell'operaio Luigi ha smesso di battere

Non ce l’ha fatta Luigi Esposito, classe ’71, operaio che lo scorso 25 luglio cadde dall’impalcatura dove stava lavorando.

L’uomo, originario di Sant’Egidio del Monte Albino, era caduto dal capannone industriale dell’ex opificio Galano alto circa 7 metri. Da circa una settimana stava effettuando dei lavori nella zona. Secondo le ricostruzioni, l’operaio si trovava su di un capannone, a lavorare per la rimozione di eternit. D’un tratto, dopo alcune operazioni da lui stesso effettuate, il tetto sotto i suoi piedi avrebbe ceduto in parte, facendolo finire di sotto. Soccorso dagli uomini della Croce Bianca, Esposito era stato trasportato all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore dove è rimasto in gravi condizioni fino a ieri. Poi, il dramma: l’uomo non ce l’ha fatta.

Sull’incidente subito è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, che aveva iniziato le indagini per individuare eventuali responsabilità.

Le indagini, condotte sono dal pubblico ministero Ernesto Caggiano, si sono rese da subito difficoltose per la poca chiarezza delle testimonianze rese da quanti erano in quel momento all’interno della struttura. Con la morte di Esposito, però, i reati fino ad ora contestati potrebbero andare nettamente a modificarsi. Per gli inquirenti una sola resta la certezza: le norme di sicurezza sembrerebbero non essere state rispettate.


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