Sparatoria a Napoli, il racconto delle vittime

Sparatoria a Napoli, il racconto delle vittime

Sparatoria a Napoli, il racconto delle vittime

Valentino Esposito ha 19 anni ed è incensurato. È giunto in ospedale dopo essere stato soccorso dai familiari di Anna, la donna rimasta anch’ella ferita nel corso della «stesa» di ieri pomeriggio. Prima di entrare in sala operatoria, Valentino è riuscito a rilasciare delle dichiarazioni agli agenti della polizia di Stato che indagano sul caso. «Avevo da poco parcheggiato lo scooter in via Marco Aurelio, all’altezza del civico 116 dove si trova il bar “Angelo” – ha raccontato agli agenti – ero in piedi, vicino al marciapiede quando ho sentito dei rumori, dei botti… sembravano fuochi d’artificio. Subito dopo ho avvertito un forte dolore al fianco, un bruciore e poi ho visto il sangue. Ho iniziato ad urlare e a chiedere aiuto. Non mi ricordo cosa è successo o meglio non me ne sono reso conto». Questa la testimonianza fornita dal diciannovenne del rione Traiano. Il ragazzo è ricoverato all’ospedale ‘San Paolo’. Anna Pulcraro è una ragazza di 25 anni che vive proprio nello stabile al civico 116 di via Marco Aurelio al rione Traiano. Anche lei è rimasta ferita alla gamba da un frammento di proiettile. «Ero uscita sul balcone e mi ero affacciata perché volevo stendere i panni ad asciugare. Ho sentito dei rumori e poi un forte bruciore alla gamba, un dolore acuto. E ho visto il sangue, allora ho urlato e i miei familiari mi hanno subito soccorsa. Siamo scesi in strada e davanti al palazzo abbiamo visto quel ragazzo (Valentino Esposito), era insanguinato e abbiamo accompagnato anche lui in ospedale». Queste le parole che Anna ha riferito agli agenti della squadra investigativa del commissariato di polizia “San Paolo”. Sul caso indagano anche gli agenti della squadra mobile di Napoli guidati dal primo dirigente Fausto Lamparelli.


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