Sequestro di massa al ristorante: c’è il figlio di El Chapo, il re della droga

Sequestro di massa al ristorante: c’è il figlio di El Chapo, il re della droga

Sequestro di massa al ristorante: c'è il figlio di El Chapo, il re della droga

Il figlio del signore della droga messicano Joaquin ‘El Chapo’ Guzman è tra le persone sequestrate in un ristorante di Puerto Vallarta dal Cartello di Jalisco Nuova Generazione. La procura dello Stato messicano di Jalisco ha confermato il rapimento di Jesus Alfredo Guzman Salazar, figlio del narcotraficcante ‘El Chapo’ leader del cartello di Sinaloa, detenuto in un carcere di massima sicurezza a Chihuahua. Il 29enne è stato sequestrato lunedì, assieme ad altri sei uomini. Il procuratore, Eduardo Almaguer, ha spiegato che l’identità del rapito è stata determinata sulla base degli oggetti ritrovati nei veicoli che le vittime hanno abbandonato nel parcheggio del ristorante. Sul coinvolgimento del Cartello di Jalisco Nuova Generazione, il procuratore ha spiegato che le indagini hanno portato alla “molto avanzata identificazione di alcuni” responsabili del sequestro, i cui legami “portano ad affermare che appartengano a questo gruppo criminale”. Ha anche fornito alcuni dettagli del sequestro, tra cui che è stato condotto nelle prime ore di venerdì da sette uomini armati che hanno fatto irruzione nel ristorante La Leche. Inoltre, ha precisato che sinora la procura di Jalisco non ha ricevuto alcuna denuncia che richieda la localizzazione delle persone sequestrate, nonostante le attività sinora condotte dalle autorità. Il procuratore, in una intervista ai media, ha poi aggiunto che quando i rapitori sono entrati nel ristorante “non c’è stata alcuna reazione, nessuno sparo”. Nel locale si trovavano 16 persone: una è fuggita, mentre il resto del gruppo è stato interamente sequestrato, poi nove donne sono state rilasciate e sei uomini sono stati trattenuti. Le cause del sequestro, secondo il procuratore, sono ignote. Intanto, la procura generale ha annunciato che un “gruppo interdisciplinare” si unirà alle indagini condotte dalle autorità locali “per far luce sui fatti”.


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