CANNABIS. Don Manganiello attacca Cantone: “Pensi piuttosto alla lotta allo spaccio”

CANNABIS. Don Manganiello attacca Cantone: “Pensi piuttosto alla lotta allo spaccio”

CANNABIS. Don Manganiello attacca Cantone: "Pensi piuttosto alla lotta allo spaccio"

«Cantone pensi a contribuire a migliorare la lotta allo spaccio e ad investire di più sull’educazione dei giovani piuttosto che dirsi favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere». Don Aniello Manganiello, ex parroco anti camorra di Scampìa, interviene nel dibattito sulla legalizzazione della cannabis e attacca il presidente dell’Anticorruzione. «Cantone è convinto che i giovani non avrebbero la possibilità di entrare in contatto con la criminalità organizzata e potrebbero fare uso di cannabis non trattata chimicamente e che non hanno bisogno della cannabis per entrare in contatto con la malavita – dice don Aniello – Ma lo sa che nei quartieri dove si spaccia questa porcheria che rovina tanti giovani, non si muove una foglia che la mafia non voglia? La si respira, si è condizionata da questa piovra, è dentro l’economia, la politica, il commercio, negli appalti». L’altra motivazione dell’ex magistrato è, secondo il parroco, che «con l’eventuale legalizzazione i ragazzi potrebbero fumare la sostanza non modificata chimicamente e quindi non dannosa». «Ma davvero il caro Cantone è convinto che questi pericoli verrebbero fatti fuori? – si domanda Manganiello – Io non ne sono assolutamente convinto. Va riconosciuto che le droghe leggere riducono progressivamente le capacità cognitive. I ragazzi vanno tutelati e supportati, ma non con queste assurde proposte. Proibire motivando fa bene, educa, rafforza e rende tenaci e forti davanti ai pericoli. Di questo dovremmo preoccuparci, della scuola, delle strutture da mettere a loro disposizione. E invece vogliamo scegliere una strada che può portare le nuove generazioni verso il baratro. Anche la mia Associazione per la legalità e contro le mafie “Ultimi” è schierata per il no alla legalizzazione. Contrastiamo le mafie attraverso numerose attività, soprattutto per i giovani, investiamo soldi ed energia, passione e tempo e non vogliamo che il Parlamento voti una legge che fa male ai cittadini».


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