Napoli. Elettrosmog, Capodimonte dice no al ripetitore Wind

Napoli. Elettrosmog, Capodimonte dice no al ripetitore Wind

Napoli. Elettrosmog, Capodimonte dice no al ripetitore Wind

Lo hanno impedito con tutte le loro forze, per tutelare la salute dei cittadini, specie bambini, che abitano a Capodimonte. Così una una mattinata di metà agosto i residenti hanno bloccato l’installazione dell’ennesima antenna di telefonia mobile. Un traliccio che il gestore telefonico sta tentando da mesi di sistemare nella zona del Rione Lieti, a pochi passi da palazzine abitate da centinaia di famiglie e da scuole dell’infanzia. Dettagli che, secondo la normativa vigente nel nostro Paese, dovrebbero essere i requisiti da tenere presente prima di innalzare i ripetitori per via delle emissioni di onde elettromagnetiche che, come si sa, sono dannose per la salute umana. Pertanto ieri mattina un gruppo di abitanti della zona ha inscenato una nuova protesta per impedire la costruzione. Sul posto il vice presidente della Terza Municipalità Salvatore Flocco. Come fa sapere il presidente Ivo Poggiani, che così scrive dalla sua pagina Facebook: «Mentre trascorro qualche giorno di vacanza all’estero, sono stato raggiunto da alcuni messaggi e telefonate di cittadini di Capodimonte allarmati dalla presenza di tecnici della Wind che lavoravano sul tetto del palazzo dove insiste il ripetitore telefonico che stanno provando ad attivare da mesi e che vede una grande opposizione, soprattutto dei genitori dei bambini della scuola Verga, che ha sede proprio a pochi passi. Nei giorni scorsi – prosegue Poggiani – Comune e Municipalità si sono impegnati con i dirigenti della società di telefonia mobile, nel corso di una riunione tenutasi a Palazzo San Giacomo, a trovare un’alternativa, rimandando tutto a settembre. Le azioni invece di Wind vanno in controtendenza con quanto stabilito. Il vice presidente della Municipalità Flocco si è recato sul posto ed è stato informato dal personale Wind che l’antenna è stata sabotata. Morale della storia: senza il consenso popolare non si va da nessuna parte», chiosa il presidente del Consiglio di quartiere.

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