Castellammare. La rabbia del vicesindaco: “Siete pronti per il turismo?”

Castellammare. La rabbia del vicesindaco: “Siete pronti per il turismo?”

Castellammare. La rabbia del vicesindaco: "Siete pronti per il turismo?"

«Per anni ho ascoltato pistolotti retorici sulle Terme e sui tesori stabiesi. Poi apri le Antiche Terme dopo anni di incuria e alcuni l’unica cosa che sanno dire è che pagare l’equivalente di un pacchetto di sigarette o di un cinema per fruirne è troppo caro. Ma siete sicuri di essere pronti per il turismo? Per fortuna c’è chi questa città la ama davvero ed è per loro che vale la pena provarci». Uno sfogo affidato a Facebook quello del vicesindaco di Castellammare di Stabia Andrea Di Martino dopo le polemiche per il caro-biglietti e la fuga di un gruppo di turisti di Verona che ha preferito non entrare nello stabilimento a causa del costo di 8 euro a persona per il ticket d’ingresso. La questione, a dirla tutta, sta dividendo la città. Da una parte c’è chi ritiene che il costo del biglietto sia eccessivo perché all’interno del parco idropinico delle Antiche Terme non ci sono servizi alternativi alla mescita dell’acqua. Dall’altra, però, c’è chi sostiene l’iniziativa dell’amministrazione comunale e spinge ad andare avanti il sindaco e la sua Giunta perché quantomeno è possibile tornare a rivedere uno dei tesori di Castellammare dopo anni di chiusura. Inoltre, c’è la possibilità per chi non volesse pagare di entrare durante gli orari in cui è previsto l’uso civico.L’amministrazione, tra l’altro, ha ricordato che si tratta di una riapertura sperimentale e che nel mese di settembre sarà presentato il bando per la privatizzazione della gestione delle Antiche Terme.  La gara, dunque, dovrebbe partire nel prossimo autunno e a dovrebbe avere durata decennale. L’amministrazione spera così di far ripartire il termalismo a Castellammare e se tutto dovesse filare liscio la struttura riprenderà regolarmente a funzionare, con tutti i servizi annessi e la possibilità di fare le cure, già dalla prossima primavera. Un obiettivo che il Comune intende centrare per non rischiare di perdere definitivamente le concessioni delle acque che sono di proprietà della Regione Campania.


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