Poggiomarino-Striano. Capoclan in gonnella: le donne a capo delle organizzazioni criminali

Poggiomarino-Striano. Capoclan in gonnella: le donne a capo delle organizzazioni criminali

Capoclan in gonnella: le donne a capo delle organizzazioni criminali

Altro che semplici casalinghe fedeli. La camorra è sempre più donna all’ombra Vesuvio. Anche nel mondo della malavita le “quote rosa” si sono emancipate, conquistando spazi, incarichi e spesso anche ruoli di vertice. Complice la valanga di arresti che ha travolto boss e affiliati nel corso di questi anni, le organizzazioni criminali un tempo legate all’immagine classica del padrino sono gestite e amministrate da capoclan in gonnella. Un allarme firmato direttamente dalla Direzione Investigativa Antimafia. Nell’ultima relazione che mette ai raggi x la geografia della malavita in Italia, nel mirino degli inquirenti è finita anche la nuova cupola rosa della malavita con base e interessi tra Poggiomarino e Striano. Sotto i riflettori, in particolare le dinamiche interne ai Giugliano, la cosca criminale che per l’Antimafia rappresenta una costola operativa del clan Fabbrocino, l’organizzazione che di fatto gestisce in regime di monopolio le attività illecite nell’area Nolana e Vesuviana. Secondo gli inquirenti, i Giugliano sarebbero diretti da una donna legata a doppio filo a figure di vertice dell’organizzazione. Una novità in questa zona, visto che storicamente i clan sono sempre stati gestiti e amministrati da uomini, spesso anche  figure  apicali  della malavita a livello nazionale, come Pasquale Galasso a Poggiomarino, Raffaele Cutolo, a Ottaviano e Carmine Alfieri. Alle donne, nonostante l’emancipazione anticipata dalle dinamiche interne alla criminalità organizzata napoletana, erano stati riconosciuti soltanto ruoli marginali, spesso collegati alle attività del traffico di stupefacenti. Il ritratto attuale dell’Antimafia, però,  racconta di una vera e propria rivoluzione per la camorra di quest’area. Le donne, secondo gli inquirenti, gestirebbero le sorti del clan, impartendo ordini e direttive agli affilia-ti liberi un tempo vicini ai boss finiti dietro le sbarre. Un esercito in gonnella che oggi guida le sorti della cosca. Gestendo la cassa e spesso anche gli affari, vista la propensione al riciclaggio dei capitali illeciti dimostrata dalle organizzazioni della zona e in particolare dai vertici del clan Fabbrocino.


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