Gragnano. Scoperta piantagione di marijuana a casa del boss

Gragnano. Scoperta piantagione di marijuana a casa del boss

Scoperta piantagione di marijuana a casa del boss

Piantagione a “domicilio” nel feudo dei Di Martino, ritrovate 10 piante di marijuana alte circa 3 metri in via Gesini. A poca distanza dall’abitazione di proprietà di Leonardo Di Martino, alias ‘o lione, le forze dell’ordine hanno concentrato la loro attenzione in cerca della moglie del boss Annamaria Molinari, a oggi ancora irreperibile. Durante le operazioni Tabula rasa (coordinate dal Capitano Donato Pontassuglia della Compagnia di carabinieri di Castellammare di Stabia, dal comandante Giovanni Russo della stazione di Gragnano, in sinergia con la caserma di Pimonte agli ordini di Palumbo) è stata scoperta una seconda piantagione, seppur meno estesa, in località Iuvani. Ma le piante, di altezza medio-alta, sono state ritrovate in un terreno privato e non su quello demaniale. Il ‘giardino’ di ‘erba’ apparteneva a un affiliato del clan Afeltra-Di Martino che alla vista dei carabinieri si è dato alla fuga, lanciandosi in un dirupo e facendo perdere le sue tracce. Nel frattempo la quantità di marijuana ritrovata in via Gesini è stata distrutta ma ha aperto un nuovo scenario per gli inquirenti che lavorano alla repressione definitiva della coltivazione di cannabis sui Monti Lattari e alla certosina ricerca di Annamaria Molinari, coniugata col boss Leonardo Di Martino, destinataria di un ordine di carcerazione emesso a giugno dalla Corte d’Appello di Napoli. Diverse le perquisizioni delle forze dell’ordine che hanno circoscritto l’area per stanare la donna irreperibile, su cui pesa una condanna definitiva nell’ambito del processo “Golden Gol”. Una continua ricerca che portò, meno di un mese fa, alla scoperta di marijuana a pochi metri dalle proprietà dei Di Martino, di 500 piante di cannabis “indica” dell’altezza di circa 4 metri. Uno dei punti critici incorporato nel prospetto di Tabula rasa, l’operazione anti-droga da record cominciata ad aprile scorso. Droga e malaffare nel mirino degli uomini in divisa che hanno colpito ancora una volta il “tesoretto” dei clan di zona, per un totale che si aggira intorno ai 150 milioni di euro “bruciati” alla camorra. E ad aggiungersi all’elenco degli ‘scomparsi’ anche l’affiliato del clan, proprietario dell’area posta sotto sequestro a seguito del ritrovamento dell’ultima piantagione di marijuana. Dietro le sbarre il boss ‘o lione e da qualche mese anche il figlio Michele raggiunto a giugno da un ordine di carcerazione, ora è caccia aperta a lady marijuana Annamaria Molinari ancora in fuga, coinvolta insieme a tutta la famiglia nell’inchiesta della Dda. Riflettori accesi, dunque, in località Iuvani lì dove gli inquirenti hanno intensificato le operazioni anche per il recupero delle armi che pare i clan di zona avrebbero nascosto tra i boschi.

 


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