Ottaviano/Terzigno: rubati cani da combattimento

Ottaviano/Terzigno: rubati cani da combattimento

Ottaviano/Terzigno: rubati cani da combattimento

Potrebbe esserci l’ombra dei combattimenti clandestini tra cani, un grande affare gestito anche dalla camorra, dietro il boom di furti di animali che in questi ultimi giorni ha travolto l’area vesuviana. In meno di una settimana, infatti, sono scomparsi dalle loro cucce di Terzigno ed Ottaviano sette dogo argentini, i cani da caccia finiti al centro delle polemi che, qualche giorno fa, per l’aggressione che ha portato alla morte di un bambino di un anno e mezzo a Mascalucia, un paesino in provincia di Catania. Animali di razza spesso coinvolti, loro malgrado, anche nei blitz e nelle inchieste che hanno visto protagonista il mondo dei combattimenti clandestini, gli scontri all’ultimo sangue che vanno in scena proprio nei rioni simbolo della malavita napoletana. I sette esemplari sono spariti, nel giro di pochi giorni, dalle loro abitazioni. Erano tutti accucciati nei giardini di alcune villette piazzate nelle stradine che si inerpicano verso il Vesuvio. Ad accorgersi del furto, ovviamente, sono stati i padroni che dopo aver cercato per ore gli ani mali spariti hanno deciso di segnalare il caso alle forze dell’ordine. Quasi tutti i cani avevano il microchip visto che si tratta di una razza particolare, recentemente indicata anche dal Codacons nell’elenco degli animali pericolosi. L’escalation di colpi andati in scena nella zona vesuviana ha acceso, sul caso, i riflettori degli uomini in divisa. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, guidati dal capitano Andrea Rapone, sono al lavoro per chiarire se i furti siano collegati tra loro e soprattutto se dietro i raid ci sia l’ombra dei combattimenti clandestini. Nei mesi scorsi, proprio a Terzigno, era stato rapito un pitbull. Mentre negli anni scorsi ad Ottaviano e in altre città dell’area vesuviana sono stati trovati e sequestrati decine di canili abusivi per animali da combattimento. Dati che certificano la presenza in zona del business delle scommesse che ruotano attorno ai combattimenti, un affare spesso gestito direttamente dalla criminalità organizzata, come dimostrano blitz e operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine sia nell’area vesuviana che nell’hinterland napoletano


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